La Provincia saluta 120 dipendenti
Nell’elenco di chi va in Regione un solo dirigente. Sì del ministero all’assunzione dei docenti Iti
Lo spartiacque delle sorti dei dipendenti della Provincia è calato il 26 ottobre. Lunedì scorso, infatti, il presidente Tiziano Tagliani ha firmato il decreto che divide in due l’organico del Castello: di qua i 173 dipendenti destinati a rimanere in carico all’ente, con incognite legate alla sostenibilità finanziaria; di là i 120 destinati al trasferimento alla Regione, seguite da punti interrogativi di altro genere (nuova collocazione, tempistiche ecc.). Il terzo gruppetto di dipendenti provinciali è composto da appena 9 persone, forse i più fortunati: sono quelli destinati alla pensione nei prossimi mesi.
La suddivisione è avvenuta in base alle (poche) funzioni fondamentali che le Province dovranno mantenere, tra le quali non vi sono, appunto, tutti i settori nei quali lavorano i dipendenti inseriti nell’elenco della mobilità, citati per la prima volta con nomi, cognomi e ruoli. Uno dei blocchi più consistenti è quello relativo alle Materie ambientali, che comprendono l’unica dirigente dell’intero elenco, Paola Magri, e 41 altri dipendenti, più un pensionando. Dal settore Trasporti e viabilità partiranno per altre destinazioni 4 dipendenti, mentre 45 sono destinati al trasloco dal comparto Agricoltura, caccia e pesca (i pensionandi sono 5 in questo caso). Le mobilità dalle Attività produttive sono 12 (1 pensionando), 7 da Istruzione e formazione (1), 5 da Cultura, sport e giovani (1), altrettanti da Sanità e politiche sociali, e 2 dal personale trasversale.
In questo elenco non sono compresi gli uomini della Polizia provinciale, che, spiega nel dettaglio il decreto, restano indispensabili per l’esercizio di funzioni fondamentali ancora in capo alla Provincia, come «la tutela e valorizzazione dell’ambiente, il controllo in materia di trasporto privato e la regolazione della circolazione stradale», il che «rende implicita la necessità» di mantenerli in organico. Si tratta di 14 unità di vigilanza oltre a 2 unità amministrative, che saranno inquadrate in una convenzione con la Regione. Pure esclusi dall’elenco i dipendenti dei Centri di formazione, 47 persone, che restano in organico alla Provincia «con la possibilità di avvalimento da parte delle Regioni e degli enti locali attraverso apposite convenzioni che tengano conto del riordino delle funzioni e con oneri a carico dell’ente utilizzatore». Sembra a posto il personale docente dell’Iti Carpeggiani, per cui «è in corso un processo di statalizzazione»: il 14 settembre è arrivata l’autorizzazione da parte del ministero dell’Istruzione all’assunzione a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2015-16, con tanto di registrazione alla Corte dei conti il 15 ottobre. Dall’elenco è infine escluso anche il personale in comando all’ufficio periferico di Ferrara del ministero delle Infrastrutture, che alla data dell’1 aprile svolgeva funzioni relative alla cura e alla gestione degli albi provinciali degli autotrasportatori.
Per chi rimane, ora, si apre la questione della riorganizzazione dell’ente, anche in funzione delle disponibilità finanziarie previste per i prossimi anni, che non sembrano adeguate alle necessità.
Stefano Ciervo
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