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Medici, arriva la tagliola sull’orario

Medici, arriva la tagliola sull’orario

Ferrara, dal 25 novembre entra in vigore la nuova normativa sui turni in corsia che potrebbe imporre l’assunzione di personale

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FERRARA. Quella scadenza segnata sul calendario assomiglia già a una tagliola. Si tratta della nuova normativa che fissa i limiti per gli orari di lavoro, i riposi e i turni notturni del personale medico. Il nuovo provvedimento è entrato in vigore il 25 novembre del 2014, ma la sua efficacia è stata prorogata di un anno. Le aziende sanitarie hanno quindi ancora tre settimane di tempo o poco più per allinearsi alle disposizioni europee recepite dall’ordinamento nazionale. Poi cosa succederà?

L’Anaao Assomed, il sindacato che assieme alla Fems (Federazione europea medici salariati) ha portato la questione sui tavoli dell’Unione europea, è convinta che l’applicazione delle norme si rifletterà in modo pesante sull’organizzazione interna delle aziende sanitarie e già da tempo, anche a Ferrara dove è stata avviata una vertenza specifica sul lavoro straordinario già finita davanti al giudice del lavoro, ripete che una dei possibili conseguenze sarà la necessità di potenziare l’organico dei camici bianchi.

In particolare il calcolo dell’impatto della normativa applicato all’azienda Sant’Anna, un previsione che per la verità risale ad alcuni anni fa, indica che per evitare di incorrere nelle sanzioni fissate dalla legge potrebbe essere necessario integrare in organico alcune decine di medici (una trentina o poco più). Si tratta però di conteggi che non tengono conto di quanto è avvenuto in seguito, con la massiccia riduzione del turn over imposta dalla Regione negli ultimi anni e col la riorganizzazione dei reparti con ripetuti accorpamenti.

Le norme anti-straordinario selvaggio impongono un limite massimo di 12 ore e 50’ per il lavoro giornaliero (dopo sei ore di lavoro è obbligatorio rispettare una pausa minima di 10’ e i minuti di pausa non rientrano nel lavoro ordinario). Altro numero da tenere a mente è il limite massimo di 48 ore di durata media dell’orario di lavoro settimanale, straordinario compreso, mentre l’orario contrattuale di lavoro settimanale per la dirigenza medica e sanitaria rimane fissato in 38 ore.

Chi dovrà organizzare i turni, inoltre, dovrà tenere conto di un ulteriore vincolo: le ore di riposo nell’arco di un giorno non potranno essere inferiori a 11. Solo tramite la contrattazione nazionale e per condizioni eccezionali e imprevedibili sono previste deroghe. Uno degli effetti potrebbe essere la scomparsa di turni di lavoro ravvicinati e dell’abbinamento di due turni di lavoro notturno consecutivi, tranne che in casi di emergenza.

La normativa fissa anche pesanti sanzioni per i dirigenti inadempienti. Per il mancato rispetto del riposo giornaliero possono variare da 100 a 3000 euro in base al numero di lavoratori coinvolti e alla durata dei periodi di violazione; per le violazioni sulla durata del lavoro settimanale si va da 200 a 10mila euro; per il superamento del tetto massimo annuale delle 250 ore di straordinario da 25 a 1032 euro; per il lavoro notturno 51a 154 euro.

Gioele Caccia

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