Fabbri (Lega): «Sparerei per difendere la mia famiglia»
Ferrara, l’esponente del Carroccio: «Ladri a casa mia, se avessi avuto un’arma l’avrei usata». Poi precisa: «Non ho subito alcun furto»
I residenti di via Kramer: stanchi dei furti, faremo le ronde
IL PUNGIGLIONE
FERRARA. «Se avessi avuto una pistola, avrei sparato, per difendere me e la mia famiglia». Altro che ronde. Il consigliere regionale leghista Alan Fabbri va ben oltre la solidarietà ai cittadini di via Kramer che, esasperati dai continui furti che affliggono la zona - con danneggiamenti alle auto e incursioni notturne nei garage - hanno annunciato la volontà di organizzare una sorveglianza privata dopo che, protestano, le loro petizioni sono cadute nel vuoto.
«Siamo pronti a collaborare con i residenti di via Kramer per cercare di arginare, insieme, il problema sicurezza - interviene pronto l’ex sindaco di Bondeno - Se l’amministrazione e lo Stato sono assenti i cittadini sono costretti ad attrezzarsi autonomamente, e noi saremo al loro fianco». Il discorso poi vira sulle armi e tracima fino ai casi del benzinaio prima, e del pensionato poi, che hanno imbracciato le armi e sparato ai ladri, uccidendoli. «Poi nessuno si lamenti - avverte Fabbri - se l’esasperazione porta a premere il grilletto».
Lui, premette «è contrario all’uso delle armi», ma non per questo - scrive - non ne farebbe ricorso, se necessario. Come quando, si legge in un comunicato inviato alle redazioni «anche a me i ladri sono entrati in casa». In quell’occasione, ribadisce «se avessi avuto una pistola, avrei sparato, per difendere me e la mia famiglia».
In realtà i ladri a casa di Alan Fabbri non ci sono mai stati. Lo chiarisce lui stesso, correggendo il tiro della sua nota stampa. Interpellato al telefono, dà una diversa versione dei fatti: «Un paio di mesi fa un vicino di casa mi ha avvertito che un paio di individui a piedi si stavano aggirando attorno alla mia proprietà nelle campagne di Burana. Ho chiamato i carabinieri e gli individui si sono dileguati. Mi risulta che i ladri usino questa tecnica, soprattutto fuori città: si fanno scaricare da un furgone e si avvicinano a piedi alle abitazioni, per destare minor sospetto».
In ogni caso, puntualizza l’esponente del Carroccio, ladro avvisato mezzo salvato. Se il suo sodale politico, l’eurodeputato Buonanno, sventola la pistola in televisione, lui - se ce l’avesse - la scaricherebbe addosso agli invasori di casa sua. Non come il Pd, continua il comunicato, per il quale «l’insicurezza continua a essere un’illusione. Le forze dell’ordine, che ringraziamo per l’incessante lavoro, sono lasciate sole da un governo che lascia gli agenti senza divise e carburante e pensa a liberare i criminali e i clandestini».
Fabbri va avanti dicendo che «via Kramer è a poco più di un chilometro da palazzo Specchi: focolaio di insicurezza e crimine». E a tal proposito annuncia: «Vedremo presto il sindaco Tagliani, che finalmente ha acconsentito a un incontro. Gli porremo il nostro aut aut: o sgombera il palazzo occupato e provvede a espellere i clandestini e a denunciare i criminali o noi là torniamo: una dieci, cento, mille volte».
Definisce «lodevole» la recente manifestazione leghista al Palaspecchi, il consigliere di Fdi-An Paolo Spath, criticando il Comune per «la rigidità» dimostrata nei confronti dell’iniziativa. Spath rivendica il suo ammonimento sul rischio di «nuove zone Gad» e si augura che «l’amministrazione stipuli accordi e contratti con agenzie di polizia privata e coordinare azioni di pattugliamento assieme ai comitati civici cittadini».
Al capitolo Palazzo degli Specchi, c’è da registrare il ricorso a un avvocato da parte di alcuni residenti delle vie Gallotti Balboni, Quasimodo e Franchi Bononi perché li tuteli per fronteggiare il disagio - non solo in termini di sicurezza ma anche igienico sanitari - provocato dalla vicinanza con il Palaspecchi occupato abusivamente. Sarà il legale, a rappresentarli all’incontro con il sindaco, previsto a giorni.
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