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Palaspecchi da rifare l’alternativa è un muro

Stefano Ciervo
Palaspecchi da rifare l’alternativa è un muro

Confronto a muso duro per oltre un’ora tra sindaco, residenti e Lega Nord Tagliani: contro il degrado 280 appartamenti, non ostacolate il progetto

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FERRARA. Il progetto di riqualificazione dell'area del Palaspecchi, con la sostanziale demolizione di gran parte degli edifici e la costruzione di 280 appartamenti da affittare poi con housing sociale, è in dirittura d'arrivo: entro la fine dell'anno dovrà essere siglata la convenzione tra Acer, Parnasi (proprietari dell'immobile), le costruzioni Vittadello e la Cassa depositi e prestiti (che ci mette i soldi, 50 milioni di euro), pena la perdita dei finanziamenti pubblici.

Lo ha ribadito il sindaco Tiziano Tagliani nel corso di un incontro con gli esponenti della Lega Nord e una rappresentanza dei cittadini della zona, preoccupati per il degrado dell'enorme complesso. Oltre un’ora di confronto con toni anche accesi, ieri mattina nell’ufficio del sindaco. «Una volta firmato quell'accordo - è la sintesi della spiegazione di Tagliani - dovranno essere i privati ad intervenire con una recinzione di cantiere, lo sgombero del Palaspecchi, nel quale vivono effettivamente diversi nuclei familiari anche con minori, e la bonifica dell'area. E' questa l'unica strada per riqualificare davvero la zona. Se non dovesse chiudersi quell'operazione, entro il 31 dicembre, allora il Comune si farà carico d'intervenire, ma con soldi pubblici: non basterebbe sgomberare, sarebbe necessario costruire tutto attorno al quartiere un muro di mattoni alto almeno quattro metri, che potrebbe durare qualche anno ma poi andrebbe in degrado. L'intervento costerebbe diverse centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici, difficilmente recuperabili». La società proprietaria dell’edificio non ha infatti altri cespiti, quindi la somma potrebbe essere recuperata solo attraverso la vendita all’asta del Palaspecchi, ma «non lo comprerebbe nessuno. Un intervento adesso? Dare fuoco alle polveri è delicato, se dovesse allontanare l’unico interlocutore disposto a metterci soldi (la Cassa depositi, ndr) la soluzione si allontanerebbe». Il timore esplicito del sindaco è il sequestro del complesso.

Sia i residenti, rappresentati dall'avvocato Alessandra Palma, che i leghisti, con il consigliere Giovanni Cavicchi e il responsabile sicurezza Nicola Lodi, hanno sottolineato di non voler ostacolare il progetto di riqualificazione, ma hanno chiesto tempi certi e ravvicinati, «mi chiamano le televisioni, Italia 1», ha detto Lodi, «non m’interessa, lei può andare anche alla Cnn» ha ribattuto il sindaco, «sì, ma non dia la colpa a noi se ci saranno problemi con il progetto» ha concluso il leghista.

«Nel Palaspecchi vivono un centinaio di persone, ci sono bombole di gas, rischio sanitario per decine di quintali di pattume, parti pericolanti - è la descrizione di Lodi, che ha girato anche diversi video - Lo sgombero va fatto al più presto e serve un servizio di vigilanza. A Padova hanno risolto il problema della stazione chiamando l’esercito». I residenti sono esasperati da anni, ha ribadito Palma, che ha avuto uno scambio pepato con l’assessore Roberta Fusari, «là dentro è pieno di topi e acqua stagnante, la situazione igienico sanitaria è molto grave. Servono subito lo sgombero e la bonifica». Fusari ha comunque risposto ai dubbi di una residente, «il progetto non è cambiato rispetto al 2011, dell’attuale palazzo resteranno solo le travi e i pilastri portanti e, certo, dal momento della firma, il fondo immobiliare avrebbe dieci anni di tempo per completare il progetto». Resta la volontà comunale di far costruire lì il nuovo Comando della Polizia municipale.

Una delle preoccupazioni dei residenti è la sicurezza, «anche stanotte (ieri, ndr) hanno svuotato i garage, molta gente non fa nemmeno più denuncia» ha raccontato l’esponente leghista. Tagliani ha replicato che i problemi di microcriminalità sono abbastanza diffusi in città, «ho avuto 23 segnalazioni da Villa Fulvia, ci sono ladri che studiano una zona e colpiscono». Sono gli abitanti del Palaspecchi i responsabili dei furti lì attorno? Il sindaco è scettico, e ha usato la similitudine di certi nomadi che «non vanno subito a rubare attorno al campo, sarebbe controproducente». L’esempio diventa così la Gad, «lì con i residenti si sta collaborando» ha concluso Tagliani.

 

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