«Sgombero subito» Abitanti e leghisti vanno in Questura
Già presentato un esposto due mesi fa, lunedì altro incontro Pronto ricorso in Procura con rischio-sequestro. Tv in arrivo
Un minuto dopo la conclusione dell’incontro con il sindaco, ancora all’interno dell’ufficio di piazza Municipale, i rappresentanti dei residenti e della Lega Nord già riversavano ai giornalisti la loro rabbia e delusione per come era andato il confronto. «Siamo pronti ad un’altra manifestazione al Palaspecchi, andremo a parlare con il Questore perché le parole del sindaco non ci hanno convinto: in pratica non c’è una data certa per lo sgombero e il cantiere di riqualificazione, anche se verrà firmato l’accordo, non partirà certo immediatamente» sono le considerazioni di Nicola Lodi (Lega Nord), con la legale dei residenti, Alessandra Palma, che già aveva ricordato al sindaco le due richieste d’incontro senza risposta, ad assentire. L’ipotesi di un esposto alla Procura della Repubblica per “rafforzare” quello già presentato due mesi fa in Questura, con l’obiettivo dell’immediato sgombero e la bonifica del complesso, prende sempre più piede; sarà decisivo a questo proposito l’incontro già chiesto al questore, che si potrebbe svolgere lunedì prossimo. Il rischio, come noto, è di provocare il sequestro dell’intera area che comprometterebbe, con tutta probabilità, il varo del fondo immobiliare per il progetto di housing sociale.
E Lodi ha annunciato, sulla sua pagina Fb, una «sorpresa» già per oggi, legata all’interesse dimostrato per la vicenda da parte delle televisioni nazionali, a partire dalla Rai.
L’enfasi da parte dei residenti sta tutto, del resto, sui tempi dello sgombero del Palaspecchi dagli abusivi che vi abitano, come si è capito dall’incalzare da parte del loro legale nei confronti di Tagliani sullo stato della procedura di eliminazione dei rischi per la salute pubblica. Il 28 settembre, infatti, l’Asl notificò al Comune una richiesta formale d’intervenire sulla proprietà, e l’amministrazione eseguì, concedendo i canonici 30 giorni di tempo. «Ci risultano scaduti, Parnasi ha adempiuto e in alternativa, in Comune ha compiuto i passi successivi?» ha chiesto ripetutamente Palma. A quanto si è capito non ci sono stati ulteriori atti di una catena che, in ogni caso, si allunga “naturalmente” anche oltre la fine dell’anno. Stando a quanto rivelato un mese fa dallo stesso Tagliani, infatti, saremmo al terzo stadio, cioè «la diffida (a Parnasi, ndr) come avvio del procedimento, anche quella con 30 giorni di tempo per attivarsi», senza sanzioni e con la possibilità di proroghe. In caso d’inadempienza anche di questa diffida, bisognerà passare per l’ordinanza del dirigente che prevede una sanzione... di 300 euro: solo se Parnasi non adempierà nemmeno a quella, il Comune avrà titolo per procedere con una ordinanza contingibile e urgente. Disattesa pure quest’ultima ordinanza, si potrebbe sgomberare, bonificare e mettere in sicurezza l’area con i soldi pubblici.
Intanto i residenti denunciano svuotamenti in fognatura delle acque che allagano i sotterranei, «prima le smaltivano come rifiuti». (s.c.)
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