Cesarano alla Soprintendenza di Napoli
Il direttore scientifico degli scavi di Santa Maria in Padovetere ha assunto un altro prestigioso incarico
COMACCHIO. Da una settimana Mario Cesarano, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia dell'Emilia Romagna, già direttore scientifico degli scavi nel sito archeologico di Santa Maria in Padovetere, ha assunto un altro prestigioso incarico a Napoli, alla Soprintendenza campana.
Anche quello di Cesarano rientra tra i recenti avvicendamenti, che hanno riportato alla direzione della Soprintendenza emiliana Luigi Malnati e che hanno visto il passaggio del testimone a Ferrara, al Museo Archeologico Nazionale tra Caterina Cornelio e Paola DeSantis, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto. Tuttavia «tutte le scadenze saranno rispettate – assicura Cesarano di ritorno a Ferrara nel fine settimana per salutare e ringraziare i collaboratori e i tanti amici -, perché intendo mantenere gli impegni presi sul territorio. Li seguirò, spostandomi a mie spese – aggiunge l'archeologo -, ma ritengo doveroso farlo».
Giunto a Ferrara nel 2011, Cesarano manterrà il coordinamento del comitato scientifico del nascente museo archeologico comacchiese, ma continuerà anche a seguire i lavori relativi agli allestimenti della struttura, la progettazione dei quali è stata curata dall'architetto Michela Biancardi e dal suo team.
«Lo scavo di Santa Maria in Padovetere – prosegue Cesarano – è stato chiuso un mese fa, dopo l'ulteriore finanziamento ministeriale che durante l'estate ci ha consentito di approfondire la conoscenza di tutto il contesto di scavo e non solo della nave tardo-romana». Dal 25 novembre inoltre, nell'ambito dell'Utef Cesarano sarà curatore e relatore del corso “Viaggiare per acqua in età romana tra le terre del Po”, che si terrà in sala polivalente “San Pietro.”
Durante l'inverno l'archeologo proseguirà lo studio degli esiti dello scavo archeologico di Santa Maria in Padovetere, tenendo i contatti via mail con i colleghi che hanno lavorato in sinergia nello scavo, da Carlo Beltrame, esperto di archeologia navale a tutti quelli del suo staff.
A febbraio Cesarano, dopo il primo sondaggio che è stato effettuato nei mesi scorsi, riprenderà le redini anche dello scavo di piazza Matteotti a Codigoro, non solo per mantenere fede agli impegni intrapresi, ma anche per continuare a trasmettere la passione per la conoscenza dell'archeologia sul territorio. La cultura è nutrimento per l'anima, per il cuore ed in quanto tale è senza prezzo e anche per questo Cesarano continuerà l'opera intrapresa.
Katia Romagnoli
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