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Doppio via libera al bail-in Buona notizia per Carife

di Marcello Pradarelli

Ieri l’ok delle commissioni Finanze di Senato e Camera al decreto del governo I commenti di Bertuzzi e Bratti (Pd): tempi rispettati, si rafforza posizione del Fitd

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Le commissioni Finanze del Senato e della Camera hanno rispettato i tempi e ieri, a poche ore di distanza l’una dall’altra hanno dato il via libera al decreto legislativo del governo che recepisce la direttiva Ue sul “bail in”. Oltre ad arrivare in contemporanea al traguardo, le due commissioni hanno anche rispedito al governo il dlg con pareri sostanzialmente identici. Sono due buone notizie per le banche che, come Carife, attendono con una certa ansia che si accendano tutti i semafori verdi per consentire al Fondo Interbancario di intervenire: nel caso di Carife sottoscrivendo l’aumento di capitale di 300 milioni.

Sul piano formale l’operazione Carife non sarebbe dovuta dipendere dal recepimento della direttiva Ue sulla gestione delle crisi bancarie, ma la matassa si è ingarbugliata attorno al presunto aiuto di stato rappresentato dal Fitd. Che con lo stato con c’entra niente, ma poco importa: la Ue voleva capire come si regolava l’Italia sul “bail in” e ora quasi tutte le carte sono in tavola. L’ultima la deve tirare il governo, chiamato a dare il definitivo varo al dlg. È questione di giorni. Da sciogliere c’è solo un nodo: le due commissioni hanno chiesto al governo di applicare la “depositor preference estesa” sulle obbligazioni non garantite dal 2019 anzichè dall’1 gennaio 2016. Analoga richiesta era venuta dall’Abi per dare tempo alle banche di informare i possessori di obbligazioni senior della penalizzazione cui andrebbero incontro con le nuove regole del bail-in, secondo le quali anche costoro debbono concorrere ad operazioni di salvataggio insieme agli azionisti e ai correntisti oltre la soglia dei 100 mila euro. Le due commissioni perorano la causa degli obbligazionisti «per tutelare maggiormente le operazioni finanziarie già sottoscritte» in nome del principio che un investimento a basso rischio non può cambiare natura dall’oggi al domani e che dunque è giusto dare tempo ai risparmiatori di regolarsi. Secondo le due commissioni i tre anni di tregua il governo dovrebbe caldeggiarli per l’intera Ue.

Sul fronte politico da registrare i positivi commenti in casa Pd. «Si è chiusa una fase, adesso con il recepimento della direttiva Ue - dice la senatrice Teresa Bertuzzi - si rafforza la posizione del Fitd, che mi auguro potrà presto dare seguito alle decisioni che ha preso, a partire da Carife che sul piano procedurale è più avanti di tutte le altre banche. Questo dovrebbe tranquillizzare anche i depositanti che più volte in questo periodo mi hanno contattato per capire se e come sarebbero stati rispettati i tempi».

Alla Camera a monitorare l’iter del dlg sono stati Paola Boldrini e Alessandro Bratti, il quale ha dichiarato: «Se la politica viene sollecitata in modo positivo sa dare delle risposte. Questa nè è la dimostrazione». Aggiunge, anzi premette, che nella vicenda ci ha messo il naso il ministro Dario Franceschini. Il segretario regionale Paolo Calvano si è fatto vivo su Facebook: «È un passaggio fondamentale nel percorso di salvataggio di Carife. Il lavoro di squadra del Pd, con Marco Di Maio in commissione e Alessandro Bratti, ha funzionato»

Marcello Pradarelli

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