Forse la prossima settimana i funerali di Pierluigi Tartari
E’ durata giorni e giorni, l’autopsia sulla salma di Pierluigi Tartari, il pensionato 73 enne aggredito durante una rapina in casa sua ad Aguscello, ucciso e abbandonato ancora in vita, in un...
E’ durata giorni e giorni, l’autopsia sulla salma di Pierluigi Tartari, il pensionato 73 enne aggredito durante una rapina in casa sua ad Aguscello, ucciso e abbandonato ancora in vita, in un casolare nei pressi di Fondo Reno, in aperta campagna. L’autopsia condotta dalla dottoressa Maria Rosa Gaudio si è conclusa ed ora la salma potrà essere affidata alla famiglia Tartari per celebrare le esequie che potrebbero esser fissate per la settimana prossima.
Durante gli esami medico-legali è stato accertato che il dna estratto dalla salma in medicina-legale è lo stesso di Tartari e dunque il corpo è proprio il suo: una ovvietà di tipo investigativo, necessaria però, viste le condizioni in cui era stato trovato il corpo, dopo oltre due settimane dal quel 9 settembre in cui Tartari scomparve da casa, per poi ricomparire nel casolare, dove fu fatto trovare da una delle tre persone arrestate per la sua morte, il giovane Patrik Ruszo che ha confessato l’omicidio (gli altri sono Constantin Fiti e Huber Sandor, in carcere in Slovacchia). Dagli esami medico-legali al momento non è emerso altro poichè l’elaborazione di tutto il materiale prelevato deve ancora dare risposte certe agli inquirenti: indicare come è stato ucciso Tartari, se per le lesioni dai colpi subiti o se era ancora vivo quando è stato portato e nascosto nel casolare. Dopo la tragedia, in tanti hanno voluto ricordare Pierluigi Tartari per la sua attività professionale: non era un semplice elettricista come le cronache hanno tratteggiato, bensì un artigiano di primissimo livello: suo il primo progetto dell’illuminazione del Castello estense, aveva poi realizzato impianti elettrici industriali per Solvay e Consorzio Agrario e le celle frigorifere per Salvi ortofrutta. Attività professionale, quindi, di alto livello in cui Tartari si era contraddistinto ed era apprezzato in tutta la nostra provincia.
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