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IL LUTTO

L’addio a Rina Sgarbi nella stessa chiesa in cui si era sposata

L’addio a Rina Sgarbi nella stessa chiesa in cui si era sposata

Domani, venerdì alle 11 a Ferrara le esequie nel tempio di San Gregorio in città: centinaia i messaggi di cordoglio era annunciato  Berlusconi, annullato in serata

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FERRARA.  I funerali di Rina Sgarbi si celebreranno, domani, venerdì, alle 11 a Ferrara nella chiesa di San Gregorio Magno in via Cammello, la stessa chiesa dove Rina e il marito Giuseppe si erano sposati oltre 65 anni fa. La cerimonia funebre sarà officiata da don Andrea Tani, neo parroco di Ro e dal sacerdote della chiesa di San Gregorio Magno, don Antenore Rebecchi. Ai funerali era stata annunciata  la presenza dell'ex premier  Silvio Berlusconi, annullata in prima serata,  ex premier che già mercoledì aveva telefonato a Vittorio Sgarbi per fargli le condoglianze. Al termine della cerimonia  la salma verrà tumulata nel cimitero di Stienta nel Rodigino paese d’origine del marito.

Sono state tantissime le attestazioni di cordoglio giunte alla famiglia Sgarbi per la morte di Rina Cavallini, nata 88 anni a Santa Maria Codifiume, madre di Vittorio ed Elisabetta avvenuta mercoledì all’ospedale Sant’Anna di Ferrara. Il telefono ha squillato in continuazione e molti i telegrammi giunti nella bellissima villa dove da anni abita la famiglia Sgarbi. Tra i tanti, i ricordi di alcuni: il sindaco di Ro, Antonio Giannini la ricorda così: «Una donna particolarmente ospitale, elegante e generosa. La voglio ricordare così. Esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia Sgarbi».

Fiorella Dall’Olio, cultrice del dialetto e presidente dimissionaria del centro sociale “Il Mulino” l’ha avuta come collega. «L’ho conosciuta quando entrambe insegnavamo alle scuole medie di Ro. Eravamo alla fine degli anni Sessanta, inizio anni Settanta e Rina insegnava matematica e scienze. Era benvoluta dai ragazzi. Vinse un concorso da farmacista a Milano e abbandonò l’insegnamento. Ricordo che la famiglia Sgarbi mi diede preziosi documenti per la stesura del libro sulla storia di Ro. Tutti gli anni assieme al marito veniva alla sagra della miseria. Adorava i piatti a base di pesce. Entrare nella loro farmacia dava una sensazione unica. Quell’arredamento liberty è unico. Fino agli anni Duemila è sempre stata presente in farmacia che ora, guardacaso, è gestita dalle farmaciste che porta lo stesso cognome (Elisa e Silvia Sgarbi ndr.). L’ho vista per l’ultima volta un anno fa in occasione della presentazione del libro di Dario Franceschini. Avevano appena rinnovato e abbellito la farmacia. Per la comunità roese è una grave perdita».

 

 

 

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