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«L’Italia che ci crede che ricorda i caduti e che ci fa sperare»

«L’Italia che ci crede che ricorda i caduti e che ci fa sperare»

In piazza Cattedrale la festa dedicata alle Forze armate E le parole del sindaco Tagliani contro la corruzione

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Come è tradizione la cerimonia dell'alzabandiera e l'inno nazionale hanno aperto ieri mattina la manifestazione dedicata alla Forze armate, schierate sul sagrato della cattedrale di fronte alle autorità. La deposizione di una corona d'alloro ai caduti ricordati nella Torre della vittoria ed onorati dalla “Canzone del Piave e dal Silenzio”fuori ordinanza, ha preceduto gli interventi del generale comandante il Coa, Giovanni Fantuzzi che ha letto il messaggio del presidente della Repubblica, del rappresentante degli studenti di Ferrara, Federico Di Bisceglie e del sindaco Tiziano Tagliani. «Quest'anno ricorre il centesimo anniversario della I guerra mondiale - ha scritto Mattarella - un conflitto che ha devastato l'Europa e che si concluse il 4 novembre». Il presidente ha lodato l'impegno che da sempre le Forze armate svolgono per salvaguardare i diritti internazionali. E anche il giovane studente si è riferito alla data 1915 -2015 una ricorrenza fondamentale che commemora i caduti italiani che con il loro sacrificio posero fine alla guerra.

«Abbiamo il dovere morale di ricordare - ha poi concluso Federico - perché solo con la nostra memoria la loro morte non è stata vana. Un pensiero accorato va infine ai nostri fucilieri di marina ancora vittime di uno Stato arbitrario». Al sindaco Tiziano Tagliani il compito di chiudere con un discorso forte e determinato,ripercorrendo date e note storiche: «Appare chiaro che esiste un filo conduttore che unisce volutamente il 4 novembre - tassello fondamentale di questo cammino di identità nazionale - il 25 aprile ed il 2 giugno» ha detto il sindaco, sottolineando poi che “il ricordo” è consapevolezza degli italiani di sentirsi comunità, che deve essere continuamente rinnovato e che comunque non può far dimenticare che la memoria è offesa e che l'identità è tradita. «Tradita ed offesa - ha ricordato Tagliani - da una parte della società composta di politici corrotti ed amministratori disonesti, evasori fiscali, assenteisti fannulloni, falsi invalidi, medici senza laurea e magistrati che vendono incarichi». «Ma sarebbe ingiusto - ha aggiunto - dimenticare che c'è anche un'Italia che onora la memoria dei caduti, che fa sperare talvolta contro ogni ragionevolezza, troppo spesso dimenticata dai giornali e dalla televisione perché non fa vendere abbastanza. L'Italia che crede e che non abbandona la speranza, nella quale colloco le Forze armate , presenza stabilizzatrice a presidio della sicurezza internazionale».

Margherita Goberti

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