«Mi hanno minacciato con un cacciavite»
Ha trovato i ladri mentre rincasava a Gaibanella, subendo la loro reazione prima di fuggire
Non c'è pace per gli abitanti di Gaibanella. Dopo la violenta aggressione ai danni del parroco don Mario Bertieri- avvenuta lo scorso 24 agosto- nuovamente un abitante del paese ha vissuto la brutta esperienza di trovarsi faccia a faccia con i banditi all'interno della propria abitazione. È successo martedì sera verso le 19.15 quando un uomo stava rincasando dopo essere andato a prendere il figlio. Una volta entrato nella sua villetta di via Sansoni, in pieno centro a Gaibanella, subito si è accorto che qualcosa non andava. «Ho sentito dei rumori al piano superiore- racconta ancora scosso- e subito mi sono reso conto che non poteva essere l'altra mia figlia, la quale sicuramente era fuori di casa. Allora in un istante ho realizzato che degli estranei si erano introdotti in casa mia. D'istinto ho urlato a mio figlio di entrare nella stanza al piano terra, adibita a lavanderia, e di chiudersi dentro, quindi mi sono avventato su per le scale». Ed è proprio lì che è avvenuto lo sgradito incontro. «Hanno rotto le zanzariere del secondo piano per cercare di uscire- prosegue M.- ma chiaramente da quell'altezza era impensabile scappare, quindi si sono precipitati giù dalle scale, e lì ci siamo incontrati. Mi hanno puntato un cacciavite alla gola e mi hanno intimato di non muovermi. Poi mi hanno scaraventato addosso dei panni, probabilmente perché non li vedessi quando fuggivano, e si sono dileguati». Il terrore che si prova nel vivere queste esperienze traspare in tutta la sua evidenza sul volto della vittima. «Il tutto sarà durato qualche minuto, non saprei neanche dire quanto, ma a me sicuramente è sembrato eterno. In quei frangenti non pensi a reagire, pensi solo ai tuoi figli e che non facciano loro del male. Per questo non ho opposto resistenza e ho solo sperato che questo incubo finisse al più presto. Inoltre uno dei due mostrava una elevata aggressività, non mi sembrava proprio il caso di rischiare ulteriormente». Gli inquirenti sono ora all'opera per risalire ai malviventi che in pochissimi minuti hanno frugato dappertutto mettendo la casa a soqquadro, finché non sono stati sorpresi dal ritorno dell'uomo. E il tutto per una refurtiva minima, ridotta quasi esclusivamente a un orologio «dal valore prevalentemente affettivo». Poi la fuga con il Bmw.
Marcello Ferrari
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