Vitellio e Zaghini celebrano il governo Renzi
Segretario Pd e responsabile economico sostengono a spada tratta la legge di stabilità
«Una legge di stabilità così equa ed espansiva non si era mai vista». La pensano così il segretario provinciale del Pd Luigi Vitellio e il responsabile economico dei democratici Eric Zaghini. Insieme - Vitellio che non è etichettabile come renziano e Zaghini che condivide con Luigi Marattin la palma di renziano della primissima ora - hanno sottoscritto un comunicato che schiera decisamente il Pd ferrarese al fianco del premier Matteo Renzi e del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Nessun dubbio nemmeno sull’abolizione integrale della Tasi sulla prima casa, che la minoranza interna al Pd critica perché vorrebbe che le abitazioni di lusso continuassero a pagarla. Alla coppia Vitellio-Zaghini sembra al contrario una manovra al limite della perfezione, fondata «su un mix di misure di stimolo all'economia e di equità sociale» che segnerà la separazione tra l’era dei sacrifici e quella del nuovo benessere: «Quest'ultimo scorcio del 2015, finalmente, ci porterà in dote il definitivo superamento delle faticose e gravose politiche di risanamento dei conti pubblici, rese necessarie dall'eredità lasciataci da anni di sconsiderato malgoverno del centrodestra. La legge di stabilità ora al vaglio del Parlamento - sostengono i due - ha tutte le carte in regola per dare un’ulteriore spinta alla crescita ».
E poi via a elencare i pregi e le novità della legge di stabilità: «Forte riduzione del peso fiscale sulle famiglie italiane, grazie al definitivo pensionamento della Tasi sulla prima casa, alla detassazione dei premi e del salario di produttività, all'estensione del regime forfettario di imposizione al 15% per le partite Iva». Senza trascurare l’incentivo alla spinta produttiva «fondato sul super ammortamento degli investimenti delle imprese, sulla diminuzione di ben tre punti dell'Ires, sulla rinnovata spinta alla diminuzione del costo dei contratti a tempo indeterminato». Sottolineano anche «l’incentivo agli investimenti nel settore agricolo, strategico per la provincia di Ferrara, grazie all'abolizione dell'Imu per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali e all'abolizione dell'Irap agricola».
Se dalle Regioni arrivano critiche per i tagli, Vitellio e Zaghini, per la gioia del consigliere economico di Palazzo Chigi Marattin, danno invece risalto «all’incentivo agli investimenti degli enti locali, che per la prima volta da quasi vent'anni, non vedranno intaccate le risorse assegnate e vedranno finalmente pensionato il vituperato patto di stabilità interno» il che consentirà « di liberare risorse, in precedenza accantonate senza possibilità di spenderle».
La possibilità di attuare queste misure espansive non è figlia di nessuno. La paternità il segretario provinciale e il responsabile economico la ascrivono ai due anni di Renzi: «È grazie alle riforme strutturali che il governo ha messo in campo (Jobs Act, riforma delle Pubblica Amministrazione, riforma Istituzionale), che il nostro Paese si è assicurato la credibilità internazionale necessaria per mettere in pratica politiche espansive, anche col sostegno della Commissione europea e dei mercati internazionali».(m.p.)
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