«Emergenza dopo sisma Ora Massari e Schifanoia»
Il sindaco: la fase più grave è finita, restano i nodi dei complessi monumentali Nel 2016 gli interventi nei due poli museali, ancora chiusa una decina di chiese
L’emergenza del dopo terremoto è finita perchè sono stati recuperati «tutti gli edifici scolastici e quelli di carattere civile», ma sono rimasti fuori solo «i nodi più complessi dal punto di vista monumentale. E proprio in queste settimane stanno tornando i progetti avallati dal commissario e sottoposti al vaglio della soprintendenza sul complesso di Schifanoia e Massari: siamo alla conclusione per quanto riguarda la chiusura e il finanziamento dei progetti e quindi prossimamente, nel 2016, toccherà a Palazzo Schifanoia e poi immediatamente Palazzo Massari». Il sindaco Tiziano Tagliani ha fatto il punto, ieri a Roma, anche sul dopo terremoto. Lui, invitato speciale al ministero del beni culturali, dall’amico-ministro Dario Franceschini per la mostra dell’anno, su De Chirico che sbarcherà a Ferrara, ha trovato parole per ricordare che a Ferrara, dopo il terremoto «è davvero finita la fase emergenziale». Interpellato dai cronisti sullo stato sul recupero degli edifici colpiti dal sisma del 2012, Tagliani ha spiegato che oltre al patrimonio di carattere civile e monumentale, «le criticità che restano sono su una parte del patrimonio religioso, con una decina di chiese rimaste chiuse».
Criticità legate «un pò alla complessità di quel patrimonio e un pò all'interrelazione tra il commissario e le soprintendenze nel momento della riforma di queste, dunque a cavallo di una trasformazione dal punto di vista amministrativo delle competenze, anche di carattere logistico». E a proposito è intervenuto sul tema anche il ministro Franceschini, che ha voluto spiegare come «la riforma non ha toccato le competenze territoriali delle soprintendenze, che sono solo state accorpate lasciando l'attuale divisione territoriale». Ma è stata fatta un'eccezione per la soprintendenza della zona colpita dal terremoto, ha ricordato Franceschini, «unificando in un'unica soprintendenza Ferrara, che prima era con Ravenna, con Bologna, Modena e Reggio: per due ragioni, una storica, perchè ricompone il vecchio ducato estense, che è uno dei progetti su cui stiamo lavorando per accedere ai fondi di sviluppo e coesione dell'Unione europea, che risolverebbero in buona parte l'esigenza di risorse aggiuntive». E il secondo motivo, spiega Franceschini «perché coincide con l'area del terremoto: dunque, ci sarà un unico soprintendente, che si è insediato pochi giorni fa e che sarà l'interlocutore unico per tutto la zona colpita dal sisma».
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