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Furti in casa a Ferrara, più bande in azione

Furti in casa a Ferrara, più bande in azione

Il questore Sbordone: grazie alle telecamere individuati due o tre gruppi criminali, distinti per metodologie e auto utilizzate

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FERRARA. Intensificare i servizi di controllo del territorio puntando sia sull’alleanza con le amministrazioni comunali - al capitolo investimenti sulla videosorveglianza - sia sulla collaborazione dei cittadini, cui si rinnova l’invito «ad alzare l’asticella dell’autotutela». Il questore di Ferrara Antonio Sbordone, interpellato sulle razzie notturne che hanno attraversato il Ferrarese negli ultimi giorni, non minimizza il fenomeno, ma al tempo stesso rivendica l’impegno costante di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio. «C’è stata senza dubbio una recrudescenza del fenomeno, non tanto in città ma in provincia, soprattutto nella zona dell’Argentano e del Portuense, dove saranno potenziati i nostri servizi anche con la collaborazione del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna e la Polfer».

Gli assalti nelle case, da parte di una banda contrassegnata dall’uso di una Bmw nera, non può non richiamare alla recente tragedia di Pierluigi Tartari, i cui aguzzini sono stati poi arrestati: «Non farei un confronto con il caso di Aguscello - precisa Sbordone - Perché qui si parla non tanto di rapine, ma di furti». E non si tratterebbe nemmeno di una sola banda, ma di più sodalizi criminali.

«Proprio grazie alle telecamere - continua il questore - siamo stati in grado di individuare almeno due o tre gruppi, distinti sia per le modalità di azione, sia appunto per i mezzi usati per spostarsi». Sono bande che non risiedono in città, ma che si spostano nella nostra provincia quando decidono di colpire e, compiuta la razzia (spesso furti seriali nell’arco di alcune ore, in abitazioni e paesi diversi oppure ai danni di più appartamenti o garage di uno stesso condominio), abbandonano il Ferrarese. Da qui, continua Sbordone, l’importanza ribadita anche all’ultima riunione in Prefettura del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, circa l’adozione da parte dei cittadini di sistemi di autotutela, come sistemi di allarme e di videosorveglianza. Molto buona, conclude Sbordone, la risposta delle amministrazioni comunali, sensibili sul tema del potenziamento delle telecamere, le stesse che peraltro hanno avuto un ruolo fondamentale anche per individuare e arrestare gli assassini di Pierluigi Tartari.

Alessandra Mura

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