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«Trasmettere l’entusiasmo della parola di Dio»

«Trasmettere l’entusiasmo della parola di Dio»

Porto Garibaldi, il nuovo parroco don Andrè si racconta: contento di essere qui «Ricostruire il gruppo della parrocchia e ripartire senza polemiche»

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PORTO GARIBALDI. «Questa è una realtà complessa, perché c’è gente che arriva anche da fuori e si è stabilita qui ed io mi inserisco in questa diversità con entusiasmo, portando la parola di Dio e la volontà di fare tante cose in un cammino insieme alla comunità». Con queste parole ha esordito don Andrè Nayeton, il 42enne nuovo parroco di Porto Garibaldi, che mercoledì sera ha convocato il primo incontro rivolto ai parrocchiani, per l’allestimento del presepe natalizio. «Comincio un percorso gioioso, sono contento, è la gente ad interessarmi e non le polemiche», ha sottolineato Don Andrè, che ufficialmente si insedierà il 22 novembre prossimo. Dopo 7 anni trascorsi nella parrocchia di San Giovanni di Ostellato, il nuovo parroco, originario della Repubblica del Benin, manifestando riconoscenza verso l’arcivescovo Luigi Negri per il nuovo incarico, ha riservato anche parole di ammirazione per il suo predecessore don Zaghi. «Ha fatto tanto per la comunità e lo ringrazio. Io ho altre qualità, ho tanto entusiasmo. Quello è il punto di partenza». Il volto del giovane parroco si è illuminato davanti alla domanda sulla sua vocazione, quando a 11 anni ha incontrato Don Jacques Sicard, che lo ha invitato a fare la sua confessione a Gesù davanti al tabernacolo, ma lo ha soprattutto esortato a studiare tanto. Un anno fa Don Andrè si è laureato a Bologna in teologia spirituale, e ora è pronto a ripartire con rinnovato slancio in un nuovo cammino. «Con l’aiuto di tutta la comunità mi impegno ad essere vicino e a nutrire un’attenzione particolare per chi è toccato dal dolore, per chi è debole. La parrocchia è vicina al vissuto delle persone e agli ambienti di vita». L’obiettivo del nuovo parroco è quello di «ricostruire il gruppo della parrocchia e ripartire». Per fare questo c’è bisogno dell’aiuto di tutti e chi vuole può prendere contatti con il cappellano Vittorio Rolfini. «Si riparte, so che a Porto Garibaldi c’è una realtà scoutistica storica, consolidata. Ci mandino i loro figli, la gente venga qui, prima di tutto a pregare, poi il resto nascerà dopo». Oltre al progetto per il presepe don Andrè ha già avviato gli incontri per il catechismo e ha tutte le intenzioni, con l’aiuto della comunità, di promuovere iniziative e di dare risposte positive al territorio. «Ci sono per tutti, 24 ore su 24 – ha specificato il parroco - voglio trasmettere alla gente l’entusiasmo della parola di Dio. Vangelo vuol dire buona notizia e ora abbiamo bisogno solo di buone notizie. Lasciamo da parte le polemiche». Tra una stretta di mano ed un sorriso attorno alla chiesa c’è già un andirivieni di parrocchiani, mentre sono in corso i lavori di ristrutturazione della canonica. «La parrocchia è aperta», ha concluso don Andrè.

Katia Romagnoli

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