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«Basta, non se ne può più»: la cittadinanza insorge

«Basta, non se ne può più»: la cittadinanza insorge

Renazzo attonita dopo il colpo. Il sindaco Lodi promuove la manifestazione

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RENAZZO. «Una violenza efferata, che lascia tutti quanti smarriti. Un fatto che qui nel Centese non ha precedenti».

È questa la frase che ieri tutta Renazzo diceva o pensava. Non appena si è diffusa la notizia della terribile aggressione subìta da Cloe Govoni e dalla nuora Maria Humeiuc, originaria della Romania, è stata accompagnata da un profondo sgomento tra i renazzesi e in particolare tra i residenti di via Lunga. Nessuno dei vicini ieri mattina si sarebbe accorto di quanto è accaduto alle due donne. Cloe Govoni e Maria sono conosciute in paese: la Govoni, 84 anni, prima della pensione è stata docente di lettere alle scuole medie di Renazzo; la nuora, 53 anni, è in Italia da tempo ed è sposata da molti anni con Andrea Ardizzoni, figlio di Cloe. A memoria dei vicini, da sempre, tutti insieme, abitano nella casa in cui si è consumata la tremenda rapina. Non appena in paese si è sparsa la notizia di quello che era accaduto, via Lunga è stata meta di tantissime persone, con un viavai continuo di amici, parenti e anche semplici conoscenti. Costernati i renazzesi che passavano davanti alla casa, mentre nell’abitazione e nel giardino erano in corso le indagini dei carabinieri e della scientifica. In via Lunga 4, ancora increduli e sconcertati, anche il cugino Alberto e un amico di Andrea: «Tutto questo ha dell’incredibile. È stata presa di mira una famiglia normale che vive in una casa normale, non certo in una villa di lusso. Probabilmente sapevano di trovare in casa solo le due donne, perché al mattino Andrea esce di casa verso le 7 per andare al lavoro, nella sua officina meccanica a San Giorgio di Piano, nel Bolognese».

A Renazzo ha suscitato grande impressione il modo con cui i banditi hanno agito: «In fondo, Cloe e Maria sono le nostre famiglie, i nostri vicini, persone come tutti noi, che abitano da sempre in paese. Sembra assurda che, due donne, in casa tranquille e senza fare nulla di male, siano stare prese di mira con tanta violenza e con tanto accanimento. Quello che ci sconvolge – spiegano due donne conoscenti di Cloe e Maria – non è tanto l'intenzione di rubare, ma quell'odio innaturale e quella volontà di voler far del male di chi infierisce in questo modo».

Emerge poi, lampante la paura e la preoccupazione, visto che, come riferiscono alcuni residenti di via Lunga «diverse abitazioni sono state prese più volte di mira dai ladri, negli orari più disparati».

Il Comune, in testa il sindaco Piero Lodi, ha immediatamente organizzato un presidio in piazza Lamborghini a Renazzo. Presenti in piazza non solo tanti cittadini, ma anche tanti esponenti di maggioranza, come il capogruppo Pd Marcella Cariani e il segretario comunale Ivan Greghi, tutte le forze di volontariato di Cento, per testimoniare la vicinanza alla famiglia ed essere ancora una volta tra la cittadinanza. Presenti anche i referenti del centrodestra, Pettazzoni (Lega), Matlì (Fdi), Mattarelli, che commentano: «Ora non c'è più nulla da dire, è il momento di agire per tutelare il territorio e i cittadini, leggi e misure adeguate in modo che i delinquenti paghino, invece oggi pagano gli onesti».

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