Influenza, c’è un virus ‘cattivello’
Cova (Asl): vaccinatevi, i dubbi sulla pericolosità sono stati sfatati
Inizia ufficialmente lunedì la campagna di vaccinazione antinfluenzale dell’Asl. Sottoporsi alla puntura è un rimedio contro il virus che circolerà durante l’inverno, «possiamo definirla una scommessa di prevenzione per non ammalarsi: bisogna crederci e l’effetto non si vede subito ma almeno due settimane dopo, il tempo della reazione», sostiene il direttore del dipartimento di Sanità pubblica Giuseppe Cosenza. Quindi niente miracoli quanto piuttosto un aumento delle probabilità di passare indenni alla “prova del fazzoletto”. Anche perché essere colpiti da qualcosa di apparentemente trascurabile, se si hanno già problemi di salute, può portare al peggio: in provincia l’anno passato ci furono quattro decessi dovuti a complicanze dell’influenza, su un totale di 23 casi gravi.
Ecco quindi l’importanza di un’attenzione alla prevenzione, assicura il direttore sanitario dell’Asl Mauro Marabini, «che in Italia è ben più elevata che altrove, con un tessuto pubblico e una rete senza cui non potremmo nemmeno pensare di fare campagne come questa». Ci si può infatti vaccinare negli ambulatori dei medici di base, in quelli dei servizi di igiene e sanità pubblica sul territorio (in via Beretta anche il sabato dalle 9 alle 12) e, per gli under 14, nelle pediatrie di comunità. Il trattamento è gratuito e particolarmente raccomandato per una serie di gruppi sociali: persone oltre i 65 anni; adulti e bambini affetti da specifiche malattie croniche; familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; e ancora donne al II e III trimestre di gravidanza, lungodegenti, operatori sanitari, donatori di sangue, forze dell’ordine, addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo, personale a frequente contatto con animali.
Dicono gli esperti che quest’anno si prevede un virus “cattivello”, anche in relazione a un inverno che si preannuncia molto freddo, ma tutto sommato niente di eclatante. Dodici mesi fa la campagna fu molto tribolata e subì uno stop praticamente totale dopo lo scoppio del caso delle partite di vaccino ritirate per precauzione: la copertura degli over 65 viaggia su livelli di poco superiori al 50%, ben lontani dal 75% dei “tempi d’oro”. «Vanno sfatati – spiega Marisa Cova, responsabile prevenzione e controllo malattie trasmissibili – tutti i dubbi su episodi gonfiati circa la supposta pericolosità del vaccino: non è stata trovata conferma in nessun caso, a Ferrara abbiamo avuto sette segnalazioni di persone ricoverate, tutte correlazioni sconfessate. Va ribadito quindi che la vaccinazione è fondamentale per tante persone». C’è la collaborazione dei medici di base: «Come sempre ce la metteranno tutta – dice Bruno Di Lascio, presidente dell’Ordine dei medici - anche se sarebbe opportuna una maggiore condivisione dei percorsi e che il Ministero si prendesse le sue responsabilità. Le sanzioni minacciate a danno dei medici che sconsigliano le vaccinazioni non vanno bene».
Fabio Terminali
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