La massoneria invita il vescovo
La loggia Savonarola non replica agli attacchi e chiede un confronto pubblico. Cento ‘fratelli’ ferraresi
La presenza “anormale” di logge massoniche in città, la massoneria mondiale nella lista dei tre «nemici della civiltà», al pari della «economia anglo-cinese-nipponica» e il fondamentalismo islamico. L’intervista apocalittica del vescovo Luigi Negri a Panorama non è ovviamente passata sotto silenzio nel pur ovattato, per definizione, mondo del Grand’Oriente d’Italia ferrarese, che proprio in questi giorni sfrutta il 70esimo della loggia “Girolamo Savonarola” per rivelare le opere di solidarietà intraprese a Ferrara. «Non è la prima volta che il nostro vescovo interviene pesantemente sulla massoneria, lo fece già qualche anno fa in occasione del pronunciamento su questi temi da parte della Chiesa cattolica - riflette Stefano Mandrioli, membro della loggia Savonarola e Gran rappresentante del Grand’Oriente d’Italia - Ha idee forti e precise in materia. Da parte nostra non intendiamo replicare, per principio su politica e religione rispettiamo le idee di tutti senza prendere posizione. Ci auguriamo comunque di aver modo d’incontrare, anche pubblicamente, monsignor Negri, e poter confrontarci con lui. Ma senza polemiche, noi puntiamo al dialogo e alla solidarietà e per il vescovo, dal punto di vista personale, abbiamo grande stima e rispetto».
Il Grand’Oriente d’Italia ha una lunga tradizione a Ferrara e attualmente, secondo quanto riferisce lo stesso Mandrioli, che è medico al Sant’Anna, conta un centinaio di adepti in provincia. Sono suddivisi in quattro logge: oltre alla Savonarola, ci sono la Giordano Bruno, la Meuccio Ruini e l’ultima nata, l’anno scorso, la Sol Invictus. E la loggia femminile, che aveva pure sollevato la non benevola attenzione del vescovo? «Si tratta, in realtà, di un capitolo, cioè l’articolazione dell’Ordine della stella d’oriente, riconosciuto dal Grand’Oriente d’Italia - è sempre Mandrioli a parlare - Si chiama Osiride ed è mista, ci sono sia uomini che donne, quasi tutte mogli, figlie e parenti di gran maestri». Il turn over è piuttosto alto, tra i massoni ferraresi, se è vero che ogni anno ci sono 10-15 nuovi ingressi nelle logge, «c’è un certo aumento di richieste» raccontano al Grand’Oriente. L’adesione, naturalmente, non è una procedura semplice, anche se l’introduzione delle nuove tecnologie ha aperto un canale impensabile fino a qualche anno fa: il web. Sul sito nazionale del Grand’Oriente d’Italia è infatti possibile inoltrare una richiesta che poi viene smistata alle logge del territorio di provenienza. La forma più diffusa resta comunque la cooptazione, cioè la presentazione da parte di un “fratello”.
Stefano Ciervo
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