«Mensa scolastica: costi salati»
Gli attivisti di Cittadini a 5Stelle contestano i dati forniti dall’amministrazione
CENTO. «Non è affatto vero che con il nuovo sistema di calcolo delle tariffe della mensa scolastica, i costi sono più bassi». A contestare il messaggio lanciato dal sindaco Lodi e dall'assessore Rolfini attraverso la lettera consegnata agli alunni all'inizio dell'anno scolastico, sono Angela Cariani e Andrea Cristofori, attivisti di Cittadini a 5Stelle Cento e Frazioni. E mentre il gruppo – circa una quarantina di centesi - che si ispira al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, sta guardando con interesse alle comunali del 2016: «Stiamo studiando il Dna del gruppo, spinto da passione, onestà, correttezza, voglia di fare, e slegato da poteri forti ed interessi personali. Ora stiamo valutando, ma è nostra intenzione, scendere in campo e correre per Cento». In attesa degli esiti del confronto interno, i due attivisti, Andrea Cristofori e Angela Cariani, prendono posizione sulle tariffe del servizio di mensa scolastica.
«Da una quota fissa di 15 euro, oltre ai 5 euro a pasto, per una spese stimata mensile di 115 euro – riferiscono – quest'anno, a conti fatti, ogni famiglia viene a spendere 21 euro in più al mese a bambino. Perché la parola 'quota fissa' scompare e viene confluita in 50 centesimi/giorno a presenza, mentre la quota del pasto giornaliero consumato passa a 6,30 euro. In tutto, 6,80 euro/giorno, spesa ben superiore rispetto al passato, e scompare lo sconto del 15 %. Su base annua, si tratta di 168 euro a famiglia che diventano 336 in caso di due figli iscritti alla mensa scolastica». Un servizio e “un costo aggiuntivo” per chi paga la tariffa massima o chi non presenta l'Isee, che coinvolge «circa quattrocento bambini, suddivisi tra il plesso di Corporeno, quello di Renazzo e quello di Penzale, e oltre ai bambini che frequentano il doposcuola a Reno Centese-Alberone». E dopo aver fatto attente comparazioni con il Comune di Vigarano, dove c'è «lo sconto del 30% per il secondo figlio», e quello di Milano dove «si applica una tariffa annuale di 680 euro, pari a 85 euro mensili, contro i 136 attuali del Comune di Cento», i due attivisti rimarcano: «Bene che si punti a far diventare le tariffe più eque, bene che si paghi solo se il bambino mangia, ma leggere che 'la quota fissa ora scompare confluendo in un sistema ad esclusiva tariffa variabile', a conti fatti, suona quasi come una presa in giro. I costi in realtà aumentano. Quindi è bene che l'amministrazione Lodi faccia chiarezza e modifichi al più presto il sistema, in modo da non continuare sempre a gravare sulle famiglie». (be.ba.)
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