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la lettera

QUESTA CHIESA DEBOLE CHE ARRANCA

dalla prima

Sottoscrivo una dieci, centomila volte quanto detto nei giorni scorsi da monsignor Luigi Negri. Non sono praticante e non mi reputo un bravo cristiano, ma riconosco nella tradizione giudaicO-cristiana...

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Sottoscrivo una dieci, centomila volte quanto detto nei giorni scorsi da monsignor Luigi Negri. Non sono praticante e non mi reputo un bravo cristiano, ma riconosco nella tradizione giudaicO-cristiana una componente inscindibile della mia storia, della storia dell’Europa, della storia dell’Occidente. Le riflessioni dell’arcivescovo non sono anti-Papa, non sono anti-modernità. Sono le riflessioni di un uomo di buon senso dotato di grande capacità di osservazione. Abbiamo bisogno di pensiero - forte, di una Chiesa che sappia custodire i valori fondamentali della civiltà cristiana europea.

Oggi Putin sta dimostrando, al contrario di altri leader attendisti e inconcludenti, di voler fare seriamente lotta al terrorismo comprendendo anche che la battaglia ai fanatici islamici la si fa tanto con le armi quanto sul piano culturale. E questo il presidente russo l’ha capito, Renzi e certi colleghi europei e d’oltreoceano, purtroppo, no. Se non c’è senso di appartenenza e di identità abbiamo già perso nel confronto-scontro con certe sottoculture della morte, che si mostrano a noi con il volto di integralisti e terroristi. Quando sento certi preti che si sperticano in difese di Mare Nostrum, attentissimi a salvare il mondo e disattenti a ciò che accade sotto il loro naso (decisamente pertinente, a questo riguardo, il richiamo che monsignor Negri ha fatto al terremoto e alle calamità che hanno ferito la nostra Emilia), mi assale una profonda indignazione e, non lo nascondo, un certo sconcerto. Sospiro, mi sembra di non ritrovare più la Chiesa che ho conosciuto da bambino. Il mondo ecclesiastico si sta lasciando ammaliare dalle sirene delle mode, rischia di perdere di vista il suo ruolo di presidio e difesa dei valori tradizionali. Certi prelati oggi si fanno incantare da quanti vorrebbero farsi una religione su misura e continuare a chiamarla cattolicesimo. Personalmente ritengo che la cristianità in questo momento non sia difesa adeguatamente. “Umani, troppo umani”: dalle parti del Vaticano abbiamo assistito a cronache stomachevoli, agli antipodi di quanto viene propugnato dalla stessa Chiesa.

Mi sono sempre battuto, e sempre lo farò, per l’esposizione del Crocefisso nella aule e in tutti i luoghi pubblici, per garantire un segno concreto della nostra identità, contro chi se ne vergogna e contro chi vorrebbe svendere il nostro patrimonio culturale e di valori per non far dispiacere a islamici e immigrati. Questa Chiesa debole, che arranca di fronte al confronto con altre culture, che ha paura di mostrarsi, non è la mia Chiesa. Provo profondo sconcerto per una classe ecclesiastica che indulge al buonismo, troppo spesso interessato, che si apre al mondo e dimentica i fratelli più prossimi, che ostenta carità a senso unico. Ecco perché, su certi temi che vanno al di là delle questioni religiose, convergo sulle posizioni di monsignor Negri. Quando una cosa è giusta e di buon senso, da qualunque parte arrivi, trova il mio sostegno.

Alan Fabbri

capogruppo Lega Nord

Regione Emilia Romagna

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