Salva Carife, c’è il sì del governo
Il sottosegretario De Vincenti: osservazioni recepite. Maiarelli (Fondazione): non credo a problemi
Uno stuolo di tweet e commenti festosi ha accompagnato ieri pomeriggio il varo definitivo dei due decreti legislativi sul bail-in, cioè la nuova disciplina sui salvataggi bancari, ai quali era appesa la ricapitalizzazione da 300 milioni del Fondo interbancario in favore della Cassa di Risparmio di Ferrara. «Voglio ringraziare le due commissioni parlamentari Finanze e lo stesso Consiglio dei ministri che hanno consentito l’approvazione in un tempo davvero breve» ha scritto il ministro Dario Franceschini appena uscito dal Cdm. Il segretario regionale Pd, Paolo Calvano, ha parlato «di un raggio di sole che spunta nelle nebbie di queste settimane e che ci deve spingere ad essere ottimisti e fiduciosi sul futuro della Carife. Io ci credo e mi ha fatto piacere poter notare in queste settimane un gioco di squadra tra tutti i protagonisti: dalle istituzioni locali al Parlamento, dal Governo ai sindacati, dai soci della banca a tutti gli altri attori coinvolti. Con il talento si può vincere una partita, ma per vincere il campionato serve il giorno di squadra». E lo stesso deputato Alessandro Bratti ha twittato subito il suo «ok», dopo il lavoro di lobbing svolto nelle scorse settimane.
Il sottosegretario Claudio De Vincenti, che in conferenza stampa aveva omesso l’annuncio, a domanda di un giornalista ha ricordato che, sì, avevano anche approvato i due decreti, «così ora siamo perfettamente allineati con la normativa europea. Il decreto è arrivato con le osservazioni delle due commissioni, delle quali abbiamo tenuto conto». Questo dovrebbe significare che il testo definitivo, ancora da pubblicare, rinvierà al 2019 il coinvolgimento degli obbligazionisti nei salvataggi, ipotesi indigesta soprattutto ai soci di Banca Marche ed Etruria, più che di Carife, ma che era stata caldeggiata dal presidente del Fitd, Salvatore Maccarone. «Problemi per l’autorizzazione Bce dalle modifiche? Non credo, mi auguro peraltro che parlamentari e governo siano stati responsabili - dice Massimo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife - Ora che succede? Nel weekend... tifiamo Valentino Rossi, da lunedì si vedrà. La lista dei consiglieri? C’è tempo». L’assemblea per la nuova Carife, dopo la ricapitalizzazione, dovrà essere convocata trenta giorni prima, quindi ci sono un paio di settimane di margine per evitare la tagliola del 31 dicembre. (s.c.)
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