Ventisei milioni per rifare il Rettorato
Ecco in anteprima il progetto di Unife per ricostruire quattro palazzi dopo il terremoto: Renata di Francia, Strozzi, Tassoni Mirogli e Gulinelli
FERRARA. È in assoluto l’intervento di risanamento post terremoto più complesso e costoso dell’intero cratere del sisma 2012. La ricostruzione del rettorato e del polo universitario di via Savonarola, con i suoi 26 milioni di euro, rappresenta un lavoro che richiederà ancora molto tempo e pazienza. Ad illustrarlo è l’ingegner Giuseppe Galvan, dirigente dell’area tecnica e manutentiva dell’Università di Ferrara.
«Il progetto preliminare - spiega Galvan - è stato presentato a giugno in Regione, ci è stato restituito con la richiesta di integrazioni che abbiamo presentato a settembre. Adesso siamo in attesa di una risposta dalla Sovraintendenza che dovrà dare il via libera anche al successivo progetto definitivo. Tempi tecnici? Direi che il cantiere potrebbe partire nel 2017 per concludersi nel 2022. Dal prossimo anno però sarà necessario traslocare tutti gli ambienti attualmente funzionanti al piano terra che si trasferiranno nei locali del vecchio Seminario in via Cairoli, in questo modo si potrà preparare con calma il complesso cantiere».
Il progetto è composto da due lotti. Il primo prevede il restauro di Palazzo Renata di Francia (che ospita il rettorato), Palazzo Strozzi (l’ex ospedale Ortolani acquistato dall’Università dalla Provincia) e Palazzo Tassoni Mirogli (dipartimento di Lettere). Si tratta di un unico lotto perché i tre palazzo sono collegati tra loro e si richiede un intervento di restauro complessivo. Il secondo lotto prevede il restauro di palazzo Gulinelli, dall’altra parte di via Savonarola, che diventerà la biblioteca di Lettere.
Il costo complessivo verrà finanziato per 18 milioni con fondi messi a disposizione dal commissario straordinario per la ricostruzione e per i rimanenti 8 dall’Università che potrà contare sulla copertura garantita da fondi assicurativi.
«Sarà un lavoro complesso - spiega Galvan - perché le scosse di terremoto hanno fatto molti danni, soprattutto al primo piano del rettorato con crepe evidenti che dovranno essere riprese. Essendo i tre palazzi collegati si procederà ad un intervento globale in modo da renderli agibili».
Dopo la messa in sicurezza con gli interventi immediati del 2012 ora ci sono molte sale che presentano ancora rilevante ferite ai muri e nei soffitti lasciate da quelle lunghe e devastanti scosse.
L’obiettivo è quello di trasformare questa palazzi di via Savonarola in una funzionale cittadella universitaria a due passi dal centro storico, confidando anche in una prossima pedonalizzazione della strada. Ma per questo servirà ancora un bel po’ di tempo.
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