Comacchio, erosione della costa: sì a interventi definitivi
Dopo l’annuncio dei fondi in arrivo dalla Regione per il ripascimento gli operatori sperano si possa arrivare a soluzioni che facciano stare tranquilli
COMACCHIO. È di qualche giorno fa la firma di un accordo di programma tra il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ed il presidente della Regione Stefano Bonaccini, per avviare un significativo piano di messa in sicurezza del litorale. Ammonterebbero ad oltre 20milioni di euro le risorse stanziate per la difesa della costa e la notizia è stata naturalmente colta con favore anche dagli operatori balneari dei lidi comacchiesi.
«È parte di un progetto di messa in sicurezza dell’arenile – interviene con soddisfazione Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari di Lido di Volano - costruito nel tempo e sostenuto da Confesercenti. La nostra costa, specie ai Lidi Nord e con un’appendice a sud storicamente presenta problemi di erosione e questo è sicuramente un intervento che dà garanzie maggiori. Mancano però ancora studi e risorse per capire come ridurre il fenomeno erosivo».
Di analogo tenore le parole di Marco Magnani, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari dei lidi Estensi e Spina, perché «finalmente verranno realizzati interventi non sporadici, ma che daranno maggiore stabilità contro i problemi derivati dalle mareggiate. È vero che a sud abbiamo spiagge immense e lunghissime – prosegue Magnani - ma è altrettanto vero che al lido di Spina c’è un’area particolarmente esposta, che va dal bagno Kursaal al bagno del camping Spina e lì il mare in caso di eventi atmosferici eccezionali, mangia parecchio».
La prospettiva di porre un freno più deciso al fenomeno corrosivo, senza dover ricorrere solo al sabbiodotto, ma con interventi più risolutivi, piace anche a Nicola Bocchimpani, presidente dell’Asbalneari, che raggruppa gli stabilimenti dei lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni, che insistono su area non demaniale, ma privata. «Spero che i nostri tre lidi non siano stati saltati e che non venga accampata la solita scusa che quella è spiaggia privata – fa osservare Bocchimpani -, anche perché il mare e gli agenti atmosferici sono responsabili dell'erosione e non sono beni privati. Occorre fare progetti e studi per i nostri 3 lidi perché non finiscano per essere inghiottiti dal mare tra qualche decennio».
Anche il sindaco comacchiese Marco Fabbri ricorda che «la sicurezza idrogeologica del territorio e la relativa programmazione sono una priorità e quindi la firma di tale accordo è l’ultimo atto necessario, per trasferire i fondi dallo Stato alla Regione e avviare così le procedure di gara per l’apertura dei cantieri» Restano scolpiti nella memoria di tutti gli effetti dirompenti della mareggiata del 4-6 febbraio scorsi, quando è esondato il portocanale e sono state spazzate via decine e decine di metri di arenile.
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