Dogato-Portomaggiore, i 5 Stelle vogliono chiarezza
PORTOMAGGIORE. «È assolutamente inconcepibile che la Regione dopo aver speso 20 milioni di euro in 16 anni per la realizzazione di un tratto ferroviario decida di avviare un periodo di...
PORTOMAGGIORE. «È assolutamente inconcepibile che la Regione dopo aver speso 20 milioni di euro in 16 anni per la realizzazione di un tratto ferroviario decida di avviare un periodo di sperimentazione per saggiarne l'utilità. Una verifica che poteva e doveva essere effettuata prima». È questa la posizione di Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani, consiglieri regionali del M5S, contenuta in una interrogazione che presenteranno in merito alla realizzazione della ferrovia Dogato-Portomaggiore.
Nei giorni scorsi l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, «aveva dichiarato alla stampa - ricordano - di prevedere un periodo di sperimentazione di almeno sei mesi» per verificare i flussi di traffico della nuova tratta, i cui lavori erano partiti nel 1999 per concludersi solo poco tempo fa. «La cosa più paradossale di tutta questa storia è che stiamo parlando di un collegamento ferroviario lungo poco più di 13 km a binario unico e non elettrificato, i cui lavori di realizzazione sono durati quasi vent’anni - spiega Raffaella Sensoli -. Ecco perché ci sembra francamente assurdo che l'assessore Donini parli di una sperimentazione per la Dogato-Portomaggiore. Possibile che nessuno, in tutto questo tempo, abbia fatto un'analisi dell'utilità della nuova tratta ferroviaria? E se questa dovesse concludersi con un buco nell'acqua cosa avrà intenzione di fare la giunta, togliere i binari? Anche perché è ancora in ballo il progetto di interramento della Bologna-Portomaggiore che come denunciato più volte dalle associazioni ambientaliste avrà un impatto di rilievo». Per questo i consiglieri regionali del M5S nella loro interrogazione chiedono alla giunta di fare chiarezza. «In primo luogo vorremmo capire perché si sia scelto di realizzare una linea non elettrificata, tenendo conto che viviamo nel 2015 e non nel 1915 - aggiunge Andrea Bertani -. In più quale è stato il costo complessivo dell'opera, sia nella sua fase di progettazione che realizzazione, i motivi che hanno spinto a richiedere una sperimentazione sulla mole di traffico e quali misure siano previste per far fronte all'impatto dei lavori di interramento lungo il tratto urbano della linea Bologna-Portomaggiore». «Non vorremmo - concludono i due consiglieri regionali del M5S che l'apertura della tratta si trasformi in un'autentica beffa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
