Egitto, Sharm perde quota ma resiste Marsa Alam
I turisti non abbandonano il Paese africano che sconta però la situazione politica Ferraresi cerano alternative verso i Caraibi, Capoverde e l’emergente Oman
Caraibi e Capo Verde, magari l’Oman, stella emergente tra le mete turistiche che offrono spiagge bianche, acque trasparenti e fondali dai riflessi turchesi. I turisti ferraresi alla ricerca di destinazioni calde, balneari e a buon mercato hanno iniziato a guardarsi intorno da qualche mese alla ricerca di alternative.
Sono numerose le agenzie che da settimane non registrano prenotazioni sull’Egitto. A intimorire i viaggiatori che indossano tuta e maschera da sub attratti dalle barriere coralline e da un clima che fa dimenticare anche i miti inverni estensi degli ultimi anni, è l’incertezza politica. L’attentato dell’11 luglio scorso, vicino all’ambasciata italiana al Cairo, ma soprattutto il rincorrersi di ipotesi sempre più accreditate sulla natura terroristica del disastro aereo avvenuto nei cieli del Sinai il 31 ottobre scorso, stanno orientando le preferenze vacanziere verso altri lidi.
C’è chi teme di dover cambiare destinazione a Natale, con prezzi altissimi e picco della domanda. Così, mentre negli aeroporti egiziani la situazione si va lentamente normalizzando e la compagnia EasyJet - che aveva fermato i voli per l’Egitto - ha ripreso a coprire ieri le tratte verso l’Italia (sarebbero centinaia i turisti del Belpaese che aspettano un volo per rientrare), nelle agenzie estensi si cita sempre meno il paese dei faraoni anche se c’è una quota di domanda che resiste. «Partenze per Sharm non ne abbiamo in questi giorni, ma per Natale non ci sono state disdette da chi ha scelto altre destinazioni tipo Marsa Alam, che è sull’altra costa del Mar Rosso – spiega Sara, della Dream Time – Qualcuno ha chiamato per avere informazioni, devo dire che la domanda per questi scali turistici si è molto diradata». Sul sito “Viaggiare sicuri”, del ministero degli Esteri, la valutazione sulla sicurezza dell’Egitto contiene una «raccomandazione» ad evitare «i viaggi non indispensabili in località diverse dai resorts situati a Sharm el-Sheik, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell’Alto Egitto e di quelle del Mediterraneo, ove mantenere comunque elevata la soglia di attenzione in quanto, seppur sottoposti a controllo da parte dell’autorità di sicurezza, non possono essere considerati completamente immuni da possibili minacce». Gianfranco, della Worbas, conferma che Marsa Alam compare ancora nell’elenco delle richieste.
«Abbiamo dei viaggi prenotati per marzo – dice – Il ministero non ha imposto blocchi sulla destinazione turistica e i clienti, che vengono comunque messi al corrente delle problematiche connesse alla scelta di queste località, sono liberi di fare scalo - se vogliono - anche sul Mar Rosso». È opportuno ricordare che i contratti, senza blocco per motivi di sicurezza, possono essere disdetti ma il tour operator potrebbe pretendere il pagamento di una penale. All’Agenzia Blu Vacanze le prenotazioni per l’Egitto latitano «dall’estate scorsa». Come alla Last Minute, anche se a ottobre «abbiamo partecipato ad un “educational” in Egitto - ricorda Aldo - e la situazione sembrava piuttosto tranquilla. Nonostante ciò le ultime vicende stanno rischiando di mandare definitivamente in crisi l’economia egiziana».
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