I sindaci a Renzi: «Servono pene certe»
L’allarme al Governo: troppi reati e contro la violenza spregiudicata chi ci difende deve avere strumenti efficaci e moderni
RENAZZO. E’ solo l’ultima aggressione-rapina finita in tragedia, quella di Renazzo di Cento, un tentato omicidio che segue un altro omicidio, quello di Pierluigi Tartari, nel Ferrarese e altre rapine violente nelle case dei ferraresi. E allora, tutti i sindaci della provincia di Ferrara - ogni schieramento politico di sinistra, centro e destra, dalla Lega ai 5Stelle, fino al centro sinistra - dicono basta. E lo dicono firmando tutti insieme un documento per chiedere al premier Matteo Renzi e al suo Governo, più strumenti a chi protegge i cittadini e certezza delle pene per chi commette reati, con «violenza spregiudicata», dice la loro nota.
L’invito rivolto a Governo e Parlamento è quello di farsi promotori di «una nuova politica in materia di repressione del crimine che possa tenere conto delle esigenze pratiche e immediate che nascono dalle comunità in cui viviamo e in tutto il Paese». Una politica, spiegano nella nota stampa inviata ieri, che serva «ad inasprire il trattamento sanzionatorio (condanne e pene, ndr) di quei reati contro il patrimonio che sfociano nella violenza spregiudicata» e ad apportare tutte le correzioni in materia procedurale perchè alle aspettative possa seguire una adeguata condanna trattamento processuale. Si tratta di un documento che potrebbe diventare un precedente assoluto, in questi tempi: «Considerato lo stato di attenzione e di preoccupazione - sottolinea la nota - suscitato dai recenti fatti avvenuti nella nostra provincia, di violenza spregiudicata e inedita per i cittadini ferraresi , intendiamo sottoporre una breve riflessione alle autorità del Governo italiano e al legislatore», scrivono nel documento inviato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al prefetto di Ferrara,
«Come rappresentanti delle istituzioni locali nell'ambito delle garanzie costituzionali che ispirano il sistema penale nazionale», i sindaci dei Comuni ferraresi ritengono «opportuno, anzi necessario ed urgente - scrivono - che a livello di sistema Paese inizi un momento di riflessione, finalizzato ad una revisione del corpo delle norme per poter dare a chi è chiamato a proteggerci indossando la divisa qualche strumento più efficace e a noi tutti qualche elemento di certezza della pena in più».
Perchè? Ecco la critica al garantismo eccessivo, alla burocrazia giudiziaria, alle sentenze in punto di diritto, ma con poca aderenza alla realtà. «Perchè - spiega la nota dei sindaci - l'impianto normativo italiano (le leggi, traduzione, ndr) spesso ha sconfinato in un garantismo più burocratico che sostanziale che ha dato alle persone pochi strumenti per tutelare se stessi, proprietà e famiglia, ma soprattutto ha dato a chi serve lo Stato (forze dell’ordine, ndr) e ha il compito di garantire la nostra incolumità e sicurezza, strumenti poco efficaci e moderni». Per moderni si intende adeguati alle emergenze di questi nostri tempi, macchiati dalla violenza spregiudicata di chi entra nelle case per rubare e con violenza ferisce e uccide.
Così, spiegano ancora, lontano da «facili suggestioni spesso dal sapore demagogico (le boutade della destra, ndr)», gli amministratori ferraresi sottolineano la necessità di «rafforzare la centralità dei professionisti della pubblica sicurezza ribadendo il monopolio dello Stato in materia di ordine e sicurezza pubblica (no alle ronde, ndr)». Frasi dettate dall'esperienza amministrativa dei primi cittadini: «Ogni giorno tocchiamo con mano la professionalità e la dedizione di forze dell'ordine e magistratura che debbono essere messi in grado di operare in un quadro di sostegno con regole certe e chiare a tutela dei cittadini, degli operatori e delle nostre comunità».
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