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quattro istituti da salvare

«Carife, subito un incontro col ministro»

«Carife, subito un incontro col ministro»

Ferrara, si muovono i sindacati bancari: ora c’è il rischio di cannibalismo tra aziende di credito

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FERRARA. L’ultimo passaggio è previsto per venerdì prossimo sul tavolo del Consiglio dei ministri, che dovrebbe dare il definitivo via libera alla normativa europea che introduce in Italia il cosiddetto bail-in, cioè il coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti non garantiti e correntisti con giacenze superiori ai 100mila euro nel salvataggio delle banche. È stata una sorpresa, la scorsa settimana, scoprire che l’approvazione del testo da parte delle Commissioni Finanze di Camera e Senato non era sufficiente ad avviare la procedura per il versamento nelle casse di Carife dei 300 milioni di euro messi a disposizione dal Fondo interbandario per la tutela dei depositi (Fitd) e che si rendeva necessario un ulteriore passaggio in altre due commissioni parlamentari.

L’allungamento dei tempi, ormai ridotti ad una strettoia temporale a fine anno, calcolando i tempi tecnici per indire l’assemblea (problema che hanno anche le altre tre banche in crisi) ha fatto scattare l’allarme tra i sindacati.

Le organizzazioni del credito hanno infatti chiesto al ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, un incontro «per fare il punto sulla situazione e sulle prospettive segnatamente di quattro gruppi creditizi in amministrazione controllata», ovvero Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Chieti.

In una lettera inviata al ministro, i leader di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl Credito, Uilca e Unisin, nell’auspicare l'approvazione definitiva dei provvedimenti sul bail-in bancario, sottolineano infatti come «la perdurante incertezza del quadro legislativo nonché dell'esito del procedimento di infrazione per aiuto di Stato, aperto dalla Commissione europea per gli interventi di sostegno a Banca Tercas, rischiano di incidere pesantemente sui quattro gruppi creditizi, esposti ad un crescendo di attenzioni e pubblicità negativi, quando non a forme di vero e proprio ‘cannibalismo’, con ricadute sul rapporto di fiducia con la clientela e sulla raccolta».

Nel dettaglio, scrivono ancora i sindacati, «pervengono da parte dei lavoratori, in primis da parte degli addetti agli sportelli e di coloro a più diretto contatto con il pubblico, segnalazioni di crescenti difficoltà nel rapporto con la clientela».

«Anche in ragione di ciò - concludono i rappresentanti dei sindacati bancari - diventa sempre più urgente definire le misure necessarie per la ripatrimonializzazione e il consolidamento dei quattro gruppi creditizi, dove, per inciso, sono stati, tempo per tempo, già stipulati importanti accordi sindacali finalizzati alla riduzione dei costi, all'efficientamento, al consolidamento e rilancio competitivo, nell'interesse di tutto il sistema».

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