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Ferrara, il dibattito sull'orario continuato. I commercianti: centro storico da rivitalizzare

Ferrara, il dibattito sull'orario continuato. I commercianti: centro storico da rivitalizzare

Dopo gli addetti ai lavori parlano i cittadini consumatori che valutano la proposta di Serra sulle aperture non stop al sabato

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FERRARA. Sulla proposta dell'assessore Serra di tenere aperti il sabato, con orario continuato, i negozi del Centro storico si sono espressi i negozianti (ancora un po’ tiepidi), gli albergatori (che invece concordano con la proposta dell’assessore al commercio) e Giulio Felloni presidente provinciale Ascom (che lo ritiene un palliativo).

Mancavano i ferraresi ma come si noterà dalle risposte, hanno dato pareri diversificati, anche se in alcuni casi hanno fatto una critica molto costruttiva, proponendo alternative che forse varrebbe la pena di considerare.

«Tenere aperti i negozi tutta la giornata del sabato - dichiara Antonietta Vanini - è inutile se si continua ad ospitare mercatini in piazza. La gente viene in centro principalmente per queste iniziative che sono decisamente troppe ed evita i negozi che vendono sempre di meno».

«In quando donna che lavora - asserisce invece Simonetta Mazzoni - mi farebbe molto comodo se addirittura fossero aperti tutti i giorni, mentre per il sabato penso alle povere commesse che dovrebbero lavorare di più».

Luca Spettoli, si riferisce all'aspetto democratico della proposta, ovvero «Obbligatorio no, solo facoltativo. Il commerciante deve essere libero di decidere, perché non tutte le situazioni sono uguali; a qualcuno può interessare, ad altri potrebbe creare problemi ed ulteriori spese di gestione».

Concorda con lui l'amico Michelangelo Bighi che ritiene la libertà la soluzione più salomonica.

«I Centri commerciali già da tempo osservano un orario continuato addirittura fino alle 21 o anche 21.30- sottolinea Gualtiero Gamberoni - perché non consentire anche ai negozianti di fare altrettanto! Così ci sarebbe meno concorrenza e più tempo per gli acquisti»

«Io parlo come acquirente - aggiunge Adriano Pasquali - che non ha tanto tempo libero durante la settimana e quindi sono favorevole al sabato ad avere a disposizione i negozi tutto il giorno».

Mette una condizione invece Massimiliano Castellazzi ex capocontrada di S. Benedetto: «Solo se i negozi rimangono chiusi la domenica quando la famiglia deve ritrovarsi almeno un giorno alla settimana per stare insieme, allora mi va bene averli aperti tutta la giornata del sabato».

Mentre Marianna Pasello visto che la piazza si è svuotata, vede l'orario continuato del sabato un'opportunità in più per chi ha impegni lavorativi durante tutta la settimana.

«Trovo che l'idea non sia male - aggiunge Franca Stolfi - però si deve rispettare la chiusura della domenica. Personalmente non ne avrei particolari vantaggi però penso possa dare movimento alla città ed opportunità a chi in quella fascia oraria ha tempo libero per fare acquisti».

Necessità che sente Anna Barrese specialmente il sabato che dedica completamente alle spese settimanali concentrate in un solo giorno limitato al momento, da orari.

Così Giacomo Benvenuti che lavorando tutta la settimana ha solo il sabato per fare banalmente anche solo un giro in centro e se ne ha bisogno comprare qualcosa, come conferma la moglie Federica Biscuola che pensa prima ai turisti e poi alle povere commesse.

Decisamente contraria Liliana Grimaldi che considera le famiglie senza più momenti per stare insieme.

«C'è pure il tempo per andare in palestra, dall'estetista perché allora non dedicarlo anche alle spese e lasciare liberi il sabato e la domenica per seguire un po' i nostri figli che si annoiano ad andare nei centri commerciali».

Il più riflessivo è stato Gianni Govoni: «Il centro va rivitalizzato per stimolare la gente a venire in piazza, ma se mancano i servizi anche igienici, se non ci sono parcheggi comodi, né spazi aggregativi, se non si offrono tutte le possibilità di un centro commerciale, la gente non viene. Sono stato recentemente a Trieste e lì ci sono riusciti perché erano tutti d'accordo istituzioni e privati».

Primo Zucchi ricorda che già negli anni Sessanta i negozi erano aperti anche la domenica, soprattutto quelli alimentari. Sarebbe quindi un ritorno al passato».

«Per chi va a lavorare - dice Vanna Tartarini - può essere una buona idea , ma a mio avviso è importante che ci sia un intervello a mezzogiorno e la domenica mattina chiuso e aperti al pomeriggio».

Margherita Goberti

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