Blitz a Green Hill, animalisti lo fecero per motivi morali
Era stata arrestata assieme ad altre 11 persone, per aver invaso l’allevamento Green Hill di Montichiari di Brescia, e aver liberato i cuccioli di beagle che erano all’interno. Le forze dell’ordine...
Era stata arrestata assieme ad altre 11 persone, per aver invaso l’allevamento Green Hill di Montichiari di Brescia, e aver liberato i cuccioli di beagle che erano all’interno. Le forze dell’ordine intervenute allora (aprile del 2012) arrestarono tutti per reati gravissimi, dalla rapina, alle lesioni e violenza privata. Niente di tutto questo ha detto ieri il tribunale di Brescia che ha sì condannato gli animalisti, a pene lievi (tra 8-10 mesi), ma ha riconosciuto l’attenuante dei motivi di particolare valore sociale e morale. Tra gli imputati oggi, arrestati ieri, anche Bea Stawicka, 42 anni, polacca che abita da anni a Ferrara e che era assistita al processo con altri militanti dall’avvocato David Zanforlini.
Il blitz degli animalisti, si ricorda, diventò un simbolo della lotta contro i maltrattamenti degli animali negli allevamenti, da pelliccia, dove venivano fatti crescere i cuccioli. Poi, si rammenta i proprietari dell’allevamento sono stati condannati da tempo per maltrattamenti mentre i cani affidati a migliaia di persone che ne hanno fatto richiesta. Ieri invece si è chiuso il processo agli autori del blitz. Le pene sono tra gli 8 e i 10 mesi per i reati di furto e danneggiamento rete, mentre spiega l’avvocato Zanforlini «a questo processo iniziato nel 2013 abbiamo sostenuto, e il giudice lo ha accolto in parte, che l’azione degli animalisti aveva un interesse pubblico e non privato. La nostra linea difensiva - continua Zanforlini - è stata accolta in parte (chiedevamo assoluzione piena per stato di necessità, il difendere animali dai maltrattamenti) ma il giudice ha comunque sancito che gli imputati che entrarono in Green Hill avevano un motivo di particolare valore sociale e morale per farlo, e così è stato: siamo soddisfatti».
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