Camelot, l'affondo della Lega: "Confermate le nostre perplessità"
Il consigliere regionale Alan Fabbri: dopo le parole di Cantone quanto mai necessario un atto di trasparenza da parte del Comune di Ferrara sugli appalti per la gestione dei profughi
FERRARA. “Ancora una volta il presidente Cantone certifica le nostre perplessità sulla gestione degli appalti per l’accoglienza a Ferrara”. Così il capogruppo leghista in Regione Emilia Romagna e segretario Lega Nord Ferrara Alan Fabbri dopo l’audizione, anche sul caso Camelot, del presidente Anac Raffaele Cantone, oggi in Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti.
"Le parole di Cantone, che ha parlato di un 'sistema mafia capitale esteso ad altre regioni' e 'più diffuso di quanto non sia emerso' non possono che farci chiedere al Comune di Ferrara di rispondere con la massima celerità per fugare ogni dubbio in merito a una legittima richiesta di trasparenza di cui ci eravamo da subito fatti interpreti e portavoce nell’interesse esclusivo della cittadinanza".
"Di fronte a quella richiesta - continua Fabbri - certi assessori hanno preferito querelare piuttosto che rispondere. Strano concetto di democrazia. E per fortuna che si fanno chiamare Partito democratico. Non ci facciamo intimidire, stiamo andando avanti, ringraziando le istituzioni che stanno facendo luce sugli appalti a Ferrara. Siamo sicuri che i rilievi del presidente Cantone saranno tenuti in debita considerazione da tutte le istituzioni competenti, a partire dalla procura della Corte dei conti di Bologna, che abbiamo interpellato a proposito della gestione appalti accoglienza a Ferrara”. “Spiace invocare l’intervento di Autorità e procure per ottenere quelle risposte che ci saremmo fin da subito aspettati dal Comune".
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