Guardia medica di Ferrara, nuova protesta
Una paziente: avevo bisogno di un cortisonico, alla fine mi ha dato una mano un veterinario
FERRARA. «Alla fine mi sono dovuta rivolgere al veterinario». Si conclude così il racconto di Angela G., 57 anni, che dopo aver letto sulla Nuova Ferrara della disavventura di una paziente che aveva contattato la scorsa settimana la Guardia medica di via Gandini, a Ferrara, si è messa in contatto col giornale per raccontare la sua storia. Non più recentissima, perché sarebbe avvenuta, racconta la donna, circa un mese fa. Ma decisamente singolare.
La donna spiega di avere chiamato la Guardia medica per un’orticaria, un sabato mattina.
«Ce l’avevo su tutto il corpo, stavo male e mi sono preoccupata – ricorda la lettrice – Mi hanno risposto che avrei dovuto assumere un cortisonico. Quando ho replicato che non lo avevo in casa la persona al telefono si era mostrata quasi incredula. Ho chiesto come avrei potuto procurarmi quella benedetta ricetta, in effetto speravo che un medico venisse a casa. Ma mi sbagliavo». Angela G. insiste, ma le viene suggerito di recarsi lei stessa in via Gandini. «”Si presenti e suoni, poi ci guardiamo”, mi hanno detto», prosegue il racconto. A questo punto la fastidiosa situazione di prurito ha spinto l’utente a cercare una soluzione alternativa e più rapida.
«Era sabato – aggiunge Angela G. – e quindi non potevo rivolgermi a tutte le farmacie, il mio medico di famiglia inoltre non era in servizio. Così ho chiamato un veterinario che conosco, il quale mi ha consigliato di andare in una farmacia della città».
La telefonata, grazie alla mediazione del veterinario che aveva garantito sull’affidabilità della paziente, convinta di dover presentare la ricetta («poi ho scoperto che per quel farmaco ora non serve più», ha precisato), ha prodotto il risultato sperato. Così ha potuto iniziare il trattamento, «che ha dovuto essere prolungato per alcune settimane – conclude Angela G. – Mi chiedo però: la Guardia medica dovrebbe sostituire il servizio del medico di base di notte e nel week end. In realtà, come ho potuto riscontrare, ci sono notevoli difficoltà».
A lamentarsi, alcuni giorni fa, era stata una paziente che, con la febbre alta – così aveva dichiarato alla Nuova Ferrara – si era presentata dietro la porta dell’ambulatorio di via Gandini, giovedì scorso dopo le 20.
Nessuno le aveva aperto la porta, aveva raccontato, e quando la persona dall’ambulatorio le aveva detto che l’avrebbe accolta solo per farle una cortesia, lei si era rivolta ad una farmacia con servizio notturno. Ma la mancanza della ricetta l’aveva poi costretta ad assumere il farmaco il giorno dopo.(gi.ca.)
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