Imprese straniere aumentate in un anno del 3,2%
Sono 44.444 le imprese straniere in Emilia Romagna e aumentano di 1.360 unità in un anno (+3,2%). L’incremento è più rapido in ambito nazionale(+5,3%). Contenuto l’aumento delle ditte individuali...
Sono 44.444 le imprese straniere in Emilia Romagna e aumentano di 1.360 unità in un anno (+3,2%). L’incremento è più rapido in ambito nazionale(+5,3%). Contenuto l’aumento delle ditte individuali (+926 unità), volano le società di capitale (+16,3 per cento). Bene i servizi (+6,1 per cento), specie commercio e alloggio-ristorazione. Lievi aumenti per costruzioni, industria e agricoltura.
Si rafforza la crescita della base imprenditoriale estera regionale, ma è ancora più lenta rispetto a quella nazionale. A fine settembre le imprese attive straniere raggiungono quota 44.444 (il 10,8 del totale). In un anno aumentano di 1.360 unità, +3,2%, ma gli effetti della crisi economica contengono però la tendenza a crescere. In Italia infatti, l’aumento è ancora una volta più rapido (+5,3%) e le straniere si avvicinano a quota 494 mila, il 9,6 per cento del totale, a fronte di una diminuzione dello 0,7% delle altre imprese. Sono questi i principali dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio (InfoCamere) elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.
Le imprese straniere diminuiscono solo in Valle d’Aosta. L’incremento è più rapido in Campania (+14,4) e, a distanza, in Sardegna (+7,2%). L’Emilia-Romagna è tredicesima per crescita. Nelle regioni con cui ci si confronta, l’aumento delle imprese straniere è molto più rapido, in Lombardia +6,1% e in Veneto +4,5%, e anche le imprese non straniere resistono meglio di quelle emiliano-romagnole agli effetti della crisi.
La forma giuridica La tendenza positiva è data innanzitutto dalle ditte individuali (+926 unità, +2,6%), nonostante gli effetti della crisi passata ne contengano l’aumento. Esse costituiscono l’83,7 per cento delle imprese straniere, ma comprendono molte imprese marginali. In seconda battuta, risulta sempre più determinante la crescita molto più rapida delle società di capitale (+457 unità, +16,3%), sostenuta dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata. Questa ha contribuito però alla lieve riduzione delle società di persone (-0,6%). Si riducono anche le cooperative e i consorzi (-0,9%).
Settori di attività economica La tendenza positiva origina sostanzialmente dal settore dei servizi (+1.263 imprese, +6,1%). In particolare, l’incremento è determinato soprattutto dall’aumento delle imprese del commercio (+491 unità, +4,6%), nonostante la debolezza dei consumi, e di quelle dei servizi di alloggio e ristorazione (+261 unità, +7,1%), per la quasi totalità dovuto alla ristorazione. Aumenti rilevanti si hanno anche per le imprese delle altre attività di servizi (+10,8%, +144 unità), trainate da quelle dei servizi per la persona (+14,4%). Le imprese straniere riescono a segnare lievi aumenti anche nelle costruzioni (+0,3%) e nell’industria (+0,7%) e una crescita leggermente più rapida nel settore per loro marginale dell’agricoltura (+1,7%).
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