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L'Asl di Ferrara: ecco come funziona la Guardia medica

L'Asl di Ferrara: ecco come funziona la Guardia medica

L’azienda sanitaria risponde alle lamentele di due pazienti: distinguere tra orari di ambulatorio e orari notturni

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FERRARA. La Guardia medica ha orari di ambulatorio nei quali riceve i pazienti e orari nei quali (sostanzialmente di notte) risponde per telefono. Ecco perchè non è stata aperta la porta alla paziente che giovedì scorso alle 20.20, come lei stessa aveva dichiarato alla “Nuova”, si era presentata con la febbre davanti all’ambulatorio di via Gandini e se ne era andata perché il medico le aveva risposto che l’avrebbe ricevuta solo “per cortesia”.

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A spiegarlo è l’Asl che in una nota risponde a due segnalazioni pubblicate dalla Nuova Ferrara. «La richiesta di accesso a tale attività ambulatoriale - sottolinea l’azienda sanitaria intervenendo su quell’episodio - risulta fuori dalla fascia oraria programmata in quanto è pervenuta in orario serale e infrasettimanale», cioè quando l’ambulatorio è chiuso al pubblico. Il secondo episodio era stato riferito da un’altra paziente con una crisi di orticaria che aveva chiesto di essere visitata con urgenza a casa ed era stata invitata a recarsi in ambulatorio. La donna aveva deciso poi di rivolgersi direttamente ad una farmacia per farsi prescrivere rapidamente un cortisonico ed era stata “aiutata”, come garante, da un veterinario.

«Seppure invitata dal medico di Guardia Medica a presentarsi in ambulatorio per una visita al fine di una opportuna verifica diagnostica», la paziente, scrive l’Asl, «ha deciso di scegliere un'altra soluzione». L’azienda sanitaria spiega che «quando non lavora il medico di famiglia, l'assistenza ai cittadini è assicurata dal servizio di continuità assistenziale (ex Guardia medica) che «garantisce l'assistenza medica di base per situazioni che rivestono carattere di non differibilità» per le quali «non si può aspettare fino all'apertura dell’ambulatorio del proprio medico curante o pediatra di libera scelta».

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Il servizio è attivo nelle ore notturne o nei giorni festivi e prefestivi, rimarca l’Asl. Il medico di continuità assistenziale «può: effettuare visite domiciliari non differibili, prescrivere farmaci indicati per terapie non differibili o necessari alla prosecuzione della terapia la cui interruzione potrebbe aggravare le condizioni della persona, rilasciare certificati di malattia in casi di stretta necessità e per un periodo massimo di tre giorni, proporre il ricovero in ospedale».

La Regione «ha regolamentato e reso possibile attuare anche una attività ambulatoriale, oltre quella propria domiciliare, della Guardia Medica», attività gestita «nelle giornate prefestive e festive in orario diurno compatibilmente con le altre funzioni preminenti e tenuto conto della numerosità degli abitanti relativi ad ogni sede». Di fatto, sottolineano spesso gli utenti, le limitazioni del servizio tendono a spingere i pazienti a non rivolgersi al servizio o a recarsi al pronto soccorso.

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