L’assessore Serra: «Nessuna imposizione»
Ai negozianti proposto un dialogo «per cambiare insieme un modello fermo da 40 anni»
«La proposta di sperimentare l’orario continuato nella giornata del sabato vuole essere un’opportunità e non certo un’imposizione. Penso che sia un’idea che vale la pena valutare, attraverso un confronto aperto con tutti i soggetti interessati». L’assessore comunale al Commercio Roberto Serra replica così alle reazioni di questi giorni sulla sua proposta per un nuovo modello nell’organizzazione degli orari per i negozi del centro storico. L’impressione è che gli esercenti si siano allarmati di fronte a quello che è stato interpretato come un obbligo. «Ma che non vuole, e soprattutto, non può essere - ribadisce Serra - nessuno può costringerli ad aperture forzate, la legge è dalla loro parte e sono liberi di gestirsi come ritengono opportuno, ma al tempo stesso penso che valga la pena parlarne per superare un modello che va avanti ormai da più di 40 anni e che secondo me avrebbe bisogno di essere rivisto. Magari cominciano appunto con tre ore di apertura settimanali durante la pausa pranzo del sabato». Diversi i motivi che hanno indotto Serra a scegliere il sabato per un’eventuale sperimentazione: «Perché non è una giornata festiva, ma nemmeno del tutto feriale. Puntare su una sola giornata infrasettimanale invece per me non avrebbe avuto senso: o tutte o nessuna». Il sabato invece, giornata “ibrida” tra feriale e festivo, secondo Serra avrebbe due vantaggi: intercettare quella fascia di ferraresi che sono al lavoro e offrire l’orario continuato a quei turisti che scelgono Ferrara per un week end o anche solo per una gita di un giorno.
Tutto questo però, ribadisce ancora Serra, per funzionare ha bisogno di accordo e coesione: «Una sperimentazione di questo tipo ha senso solo se viene attuata con la partecipazione di tutti, se deve limitarsi a pochi esercenti del centro storico non ci sono i margini nemmeno per capire se può funzionare come nuovo modello. Se da parte degli esercenti c’è una risposta in questo senso, siamo pronti a confrontarci e a raccogliere i contributi di tutti, e ribadisco, senza alcun obbligo o imposizione».
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