Rumore dal frigo o dal pub? Il Comune di Ferrara dovrà risolvere
Dal Piano acustico 260 situazioni di potenziale conflitto. L'assessore: dovremo intervenire in un centinaio di casi
FERRARA. Celle frigorifere che con i loro impianti di raffreddamento sono l’incubo di molti residenti della zona sud (San Bartolomeo e dintorni), la convivenza tra molti pub del centro e gli abitanti di quelle vie, case confinanti con attività industriali. Ci sono 260 situazioni di potenziale conflitto acustico nel Comune di Ferrara, e nel giro di un anno il Piano di risanamento acustico dovrà presentare delle proposte per risolvere. È quanto emerge dalla variante alla classificazione acustica adottata ieri dal Consiglio comunale, che individua le “zone rosse” e definisce le regole d’insediamento di nuove attività sulla base, appunto, dei decibel che producono. «In realtà le situazioni sulle quali sarà davvero necessario intervenire sono un centinaio e la delibera serve anche a non crearne delle nuove - è il calcolo dell’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari - C’è chi dice che non era necessario? Lo impone la legge del 2001». In realtà Vittorio Anselmi (Fi) e Giovanni Cavicchi (Lega) si erano preoccupati che «queste zonizzazione così minuziosa possa creare più contenzioso di quello che risolve», con il leghista a chiedersi sarcasticamente se per caso «non si voglia abolire anche le campane della piazza, disturbano sicuramente qualcuno». Leonardo Fiorentini (Sel) e Claudio Fochi (M5S) hanno chiesto particolare attenzione per i problemi del centro. Francesco Rendine (Gol) ha espresso dubbi sulla effettiva misurabilità.
Il conflitto teorico, tra quartieri al confine delle 6 diverse classi acustiche nelle quali è diviso il territorio comunale, riguarda le aree divise da almeno due classi, cioè 10 decibel. A favore della delibera hanno votato Pd, Sel, Fc e M5S, contrari Gol, Fi e Lega Nord.
Il Consiglio comunale ha poi approvato la delibera che corregge un errore materiale sul Regolamento edilizio, con 23 voti a favore (Pd, Sel, Fc, M5S) e 7 astensioni (Lega, Fdi/An e Gol). Altra delibera approvata, in questo caso all’unanimità, è quella relativa alle modifiche degli articoli 37, 41 e 69 dello Statuto comunale, che fanno riferimento ai garanti del referendum e al difensore civico, non più comunale ma regionale.
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