«Esasperati da furti e violenze»
La rabbia dei cittadini davanti alle telecamere di “Quinta colonna”
RENAZZO. Dall'esasperazione dei cittadini per l'ondata di furti, fino all'aggressione alle due donne massacrate di botte nella loro casa con calci e pugni e ridotte in fin di vita da due malviventi. La paura e la rabbia dei cittadini, e il tema della sicurezza, davanti alle telecamere di Quinta Colonna, lunedì sera, si trasformano in scontro politico. Il dietro le quinte, ma soprattutto il collegamento in diretta del programma di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio, andato in onda dal Fascino Café di Renazzo, è stata occasione di accesa contestazione. Dopo il presidio organizzato dal Comune, venerdì scorso in piazza, ieri davanti alle telecamere Mediaset, la mobilitazione del centro-destra. Presente, tra gli altri, una schiera di esponenti politici, locali e provinciali (Lega, Fdi, Forza Italia, civiche), alcuni esponenti del centrosinistra, cittadini, e in ultimo, a pochi minuti dal secondo collegamento, il sindaco Piero Lodi. Al centro, il problema della sicurezza, ma trattato con urla e grida. Alle 21.30, l'anteprima, con le interviste in paese, da cui è emersa una comunità sotto shock, impaurita e arrabbiata, ma pronta a reagire, che attende soluzioni.
Nella diretta con Nausica Della Valle (l’inviata a Renazzo) gli aggiornamenti sulle condizioni di salute dell'84enne Cloe Govoni, «gravissima ma stabile», e di Maria Humeiuc , 53 anni, in terapia semi-intensiva. «È livida ovunque, ha aperto gli occhi - riconoscendo il marito. In diretta l'attacco dell'ex assessore Ornella Iotti (Lega): «Doveva succedere un fatto così grave per accorgersi che la sicurezza è fondamentale?». Poi due racconti di furti subiti, anche da Germano Baraldi, a cui sono stati rubati in casa, cineprese e macchine fotografiche per 50mila euro. Da Nicola Lodi (Lega), l'appello per l'intervento dell'esercito: «Da sole, le forze dell'ordine non ce la fanno. La gente non ne può più e si sta armando. Per gente che commette furti e massacra le persone, nessuna integrazione». Tra le accese contestazioni, la reazione del sindaco: «Il Comune si costituirà parte civile. Ciò che è accaduto, non è un fenomeno locale. Poteva capitare ovunque, ma un fulmine ha colpito questa comunità. Per fortuna, le statistiche dicono che in questa terra la criminalità è meno che altrove».
Beatrice Barberini
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