Nessun raggiro sul marito
Ferrara, lo sposò in punto di morte, era finita a processo per circonvenzione di incapace
FERRARA. L’uomo col quale aveva vissuto per gli ultimi 10 anni, poco prima di morire la sposò: «Per metterla a posto» disse lui all’ufficiale di stato civile (testimone ieri al processo)che li sposò il 21 luglio 2012 in ospedale. Un matrimonio che i familiari di lui, però, hanno visto con sospetto al punto da denunciare la donna-moglie per circonvenzione di incapace. Il giudice Luca Marini ha dato ragione a lei, assolvendo Giuseppina Domenicali dall’aver circuito Vittorio Evangelisti, perchè il fatto non sussiste, ha detto il giudice,mentre l’accusa - la pm Ombretta Volta - aveva chiesto 2 anni di condanna per la donna. «Sono contento - spiegava ieri sera dopo il verdetto l’avvocato Linguerri che assisteva la donna - Contento perchè è emersa nient’altro che la verità di due persone che hanno vissuto insieme negli ultimi 10 anni di vita e che non si erano mai sposati per i più svariati motivi: la loro - ha sottolineato il legale- era una unione di fatto cui mancava solo il matrimonio ufficiale, non c’era nulla di illegale, di non pulito inciò che è stato fatto». Secondo i familiari dell’uomo, invece, il matrimonio era una copertura per farsi intestare i beni di lui, Secondo le volontà dell’uomo, era solo un modo per testimoniare concretamente la relazione di vita: il giudice ha accolto questa tesi.
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