La Nuova Ferrara

Ferrara

ricerca dell’ogs e dell’Ingv analizzando i terremoti ferraresi del 2012, 1624 e 1570

«Faglie meno pericolose se ci sono giacimenti di metano»

«Faglie meno pericolose se ci sono giacimenti di metano»

BONDENO. La presenza di giacimenti produttivi di metano indica che le faglie sottostanti non sono in grado di generare forti terremoti. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista “Natural...

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BONDENO. La presenza di giacimenti produttivi di metano indica che le faglie sottostanti non sono in grado di generare forti terremoti. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista “Natural Hazards and Earth System SciencE” da ricercatori dell'Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Il team ha confrontato, in un'area nella zona sud-orientale della Pianura Padana, la presenza di pozzi, produttivi e improduttivi, con le faglie sismogeniche responsabili di quattro forti terremoti nella zona: le due scosse del 20 e 29 maggio 2012 e i terremoti di Ferrara del 1570 e di Argenta del 1624. I dati mostrano che i pozzi produttivi e le faglie sismogeniche sono anticorrelati, ossia che quasi tutti i pozzi che ricadono al di sopra di una delle quattro faglie sono improduttivi.

I giacimenti produttivi si troverebbero invece sopra faglie più piccole, in grado di causare solo terremoti modesti o in corrispondenza di faglie più grandi ma incapaci di generare terremoti per la particolare natura delle rocce.

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