La Nuova Ferrara

Ferrara

il caso della giovanissima ballerina

«Fatela danzare dove vuole lei»

Sabato protesta a Ferrara contro la decisione del tribunale di Roma

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Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus annuncia che sabato 21 alle 11 manifesterà in piazza Muncipio per sostenere le ragioni di una ragazzina ferrarese di 14 anni e per protestare contro le decisioni del Tribunale di Roma che non ha assecondato i desideri della minore. La vicenda è legata a una contesa giudiziaria che investe i genitori della ragazzina; i giudici hanno deciso che la minore debba essere allontanata dalla mamma e frequentare una scuola a Roma, il che contrasta con i desideri e le aspirazioni della ragazzina che vorrebbe frequentare un istituto di danza a Milano (dove sono pronti ad accoglierla al 4º corso); la giovane ballerina si è barricata in casa per evitare di finire a Roma, il che ha comportato guai per la mamma che per non aver ottemperato alla decisione dei giudici.

Ora informa il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus è arrivata una ulteriore decisione del Tribunale di Roma che «autorizza il servizio Socio Assistenziale ad eseguire coattivamente il presente decreto» avvalendosi del personale specializzato della Questura di Roma, Servizio Minori. «Si è deciso quindi di ricorrere alla forza e di rifiutare la richiesta della ragazza di restare a vivere con la madre e di frequentare la scuola a Milano o eventualmente a Ferrara come richiesto dalla ragazza alla tutrice - scrive sempre il Comitato - Secondo il decreto l’allontanamento dalla famiglia e la collocazione a Roma è stato deciso in considerazione delle due Ctu (consulenze tecniche d’ufficio), in particolare dell’ultima, nella quale la “relazione tra madre e figlia è stata ritenuta disfunzionale”. Sempre in merito alla richiesta della ragazza, «il tribunale non scrive esplicitamente che le sue parole non sono affidabili ma parla della “presenza di un legame madre figlia fonte di un potenziale rischio per la ragazza e frutto di condizionamenti materni”». La ragazzina minore ha chiesto di essere sentita direttamente dal giudice ma la richiesta non è stata accolta.

«È inammissibile - secondo il Comitato - che la volontà di una minore venga ritenuta inaffidabile sulla base di valutazioni soggettive psicologiche/psichiatriche». La manifestazione del 21 è anche «contro le perizie psichiatriche nei tribunali»: queste «discipline non dovrebbero essere ammesse nelle aule di giustizia per evitare i drammi e gli “errori” commessi sui minori che abbiamo riscontrato in questi anni».

«Nel caso di specie la ragazza, fino a poco tempo fa ballerina di livello internazionale e ottima studentessa, viene ora implicitamente ritenuta mentalmente instabile, tanto da richiederne il collocamento in una struttura specializzata. Lanciamo un appello a tutta la società civile perché si mobiliti contro questa decisione» .

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