L’intervento del presidente Anticorruzione «Strutture pubbliche per evitare monopoli»
Ecco la parte dell’intervento di Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, alla Commissione parlamentare d’indagine sui rifugiati, riferito al caso Camelot (link dal minuto 21.10 https://youtu.be/xzfQP...
Ecco la parte dell’intervento di Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, alla Commissione parlamentare d’indagine sui rifugiati, riferito al caso Camelot (link dal minuto 21.10
https://youtu.be/xzfQPxOTPvI?t=21m08s). «Noi abbiamo evidenziato a seguito di un esposto che uno degli appalti Sprar, gestito dal Comune, era stato affidato alla coop Camelot senza una gara vera e propria. Abbiamo segnalato il fatto al Comune e il Comune ha revocato l’affidamento, ha disposto la gara ad esito della quale, a quanto appreso a mezzo stampa, Camelot ha vinto. Ovviamente ci riserviamo di capire bene cos’è avvenuto sulle modalità della gara, le notizie di stampa dicono che Camelot sarebbe l’unico, o al massimo assieme ad un altro soggetto, a partecipare alla gara. La vicenda da noi segnalata è stata gestita dal Comune con la revoca dell’affidamento, non abbiamo ancora svolto accertamenti su com’è stato effettuato l’appalto successivo». Resta il nodo di fondo, ha detto Cantone, già indicato nelle linee guida Anac (a pagina 14): «Così come vengono strutturati gli appalti, è difficilissimo, una volta che vengono assegnati, poterli dare ad altri, soprattutto quando nell’appalto si prevede che sia lo stesso soggetto a mettere a disposizione il centro di accoglienza (...) Poi, sulla logica della continuità e delle necessaità di tutelare i soggetti deboli (...) il sistema degli appalti rischia di creare una situazione di monopolio di fatto da parte di chi ha ottenuto, per la prima volta, l’appalto medesimo. Una serie di possibili vie d’uscita prevedono che possano essere utilizzate strutture pubbliche che esistono in numerosissimi territori, evitando di strutturare l’appalto prevedendo che il soggetto che ne occupi sia anche il titolare del centro di accoglienza. Quando le linee guida saranno definitivamente approvate, speriamo possano essere un elemento per garantire che quello che oggi, è inutile girarci intorno, è un grande affare, inteso in senso positivo, ma dev’essere gestito con logiche di trasparenza che fino ad ora non si sono sempre trovate negli appalti che abbiamo verificato».
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