Politica senza luce perpetua
L'editoriale del direttore
Morti di botte dopo le rapine. Le due tragedie segnano il punto insostenibile che ha raggiunto la predazione, il furto per nulla che si trasforma in rapina dell’esistenza. Negli ultimi mesi gli allarmi sono stati quotidiani (i titoli dei giornali bastano). E, al di là della mobilitazione delle forze dell’ordine, l’attivazione della politica è stata frammentaria e sparsa. Tarda.
Così che il primo documento unitario indirizzato al premier Renzi è stato sottoscritto dai 24 sindaci ferraresi all’indomani della rapina di Renazzo. Dopo i tanti assalti con botte e quindi l’assassinio di Aguscello, il fatto di Renazzo ha mandato gambe all’aria l’attendismo del basta!
La lettera a Palazzo Chigi è stata necessaria, ma intempestiva. E poi è successo il resto: tre sindaci del centrodestra si sono dissociati, perché “non coinvolti” e perché ritengono blando quell’appello. La speculazione politica anche in questa circostanza la fa da padrona, è presente in camera ardente.
Risultato: per certa sinistra invocare leggi più dure e pene certe sembra un assist ai destro-leghisti. E per questi ultimi compartecipare alla reazione tardiva del centrosinistra sarebbe come abbracciare il renzismo. A questa strategia manca la luce perpetua.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google