La Nuova Ferrara

Ferrara

finito il percorso bis del salva-banche in parlamento

Su Carife il faro del governo Ue

Il portavoce di Bruxelles: continuano i contatti. Cambiano i piani

2 MINUTI DI LETTURA





Dovrebbe, ma il condizionale è d’obbligo dato il pregresso, essersi chiuso ieri sera il percorso parlamentare dei decreti legislativi salva-banche, Carife compresa, con il sicuro approdo, quindi, domani in Consiglio dei ministri per il varo ultimativo. A Paola Boldrini, una delle parlamentari che hanno seguito il travagliato iter del provvedimento, risultava che la commissione Affari europei avesse prodotto il parere già martedì, e che quella Bilancio la seguisse in serata. Il punto è che l’approvazione del governo non sarà sufficiente a diradare tutti i dubbi dell’Unione Europea sull’intervento del Fondo per la tutela dei depositi nel capitale delle quattro banche da salvare, visto che Carife è finita in mezzo ad un braccio di ferro continentale. Il ministro Pier Carlo Padoan è stato il primo a parlare di «cavilli» non risolti, e il portavoce della commissione Ue ieri ha detto che «la commissione continua ad essere in contatto con le autorità italiane sui piani per intervenire in Banca Marche, Carichieti, Carife ed Etruria». Le voci da Bruxelles riportate dalle agenzie, però, mettono in luce in maniera ormai chiara il nodo del contendere: per l’Ue il Fondo interbancario dovrebbe limitarsi a rifondere i depositanti in caso di fallimento, mentre se entra nei capitali di banche in difficoltà «è probabile»(?) che queste misure siano concesse «attraverso risorse dello Stato» e quindi procurare indebiti vantaggi rispetto alle concorrenti. Di qui l’accusa di possibile aiuto di Stato, poiché il Fitd interviene sulla base di una legge statale: per dirla in burocratichese, il fattore rilevante non è l’origine diretta delle risorse (le altre banche, quindi privati) ma il grado d’intervento delle autorità pubbliche nella definizione della misura e dei suoi metodi di finanziamento.

Ecco perché si parla con sempre maggiore insistenza di un intervento finanziario diretto e “volontario” delle prime sette banche italiane al posto del Fitd.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google