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agedo, arcigay e famiglie arcobaleno

«Unioni gay, occasione mancata»

Gli emendamenti hanno «annacquato» l’ogd votato in Consiglio

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Un ordine del giorno «annacquato». Così Famiglie Arcobaleno, Agedo Ferrara, Arcigay e Arcilesbica Ferrara definiscono il documento approvato lunedì 9 novembre dal consiglio comunale. L'emendamento del testo iniziale, sostengono le associazioni, hanno trasformato l'Odg «in una sommessa richiesta al Parlamento e al Governo sia in materia di trascrizioni sia di sostegno al Ddl Cirinnà. Si è persa completamente la finalità politica dell'odg iniziale, che poteva essere portata avanti con coerenza anche dopo la sentenza del Consiglio di Stato, per trasformarlo un esercizio di pura retorica, utile soltanto a tenere il Pd più unito possibile».

A Tagliani si rimprovera l’essersi espresso in maniera netta contro le trascrizioni in quanto considerate illegittime: «Caro Sindaco - replicano le associazioni - nessuno l'ha mai invitata a compiere atti illegittimi, tanto meno le associazioni Lgbt. Le abbiamo sempre detto che l'obiettivo della trascrizione era limitato a dare pubblicità e a certificare un atto giuridico, esistente e valido, come anche da lei ammesso, ma attualmente in Italia inefficace a produrre effetti giuridici. In questo senso la richiesta di trascrizione era già la richiesta di un atto simbolico, o "dimostrativo" come Lei dice».

Da qui l'invito-sfida al primo cittadino: «È disponibile a fare attivi simbolici, libero da pastoie giuridiche (che peraltro non hanno fermato altri suoi colleghi, come i sindaci di Milano, Roma e Bologna)? Vuole adottare (finalmente!) un regolamento per il Registro delle unioni civili? Sono mesi che glielo chiediamo». Ecco dunque le richieste delle associazioni Lgbt al sindaco: «Eliminare, nei limiti delle competenze comunali, gli ostacoli oggi esistenti nell'esercizio dei diritti e doveri che le famiglie formate da persone dello stesso sesso, in particolare quelle omogenitoriali, incontrano nella vita quotidiana, in mancanza di un intervento legislativo nazionale».

«Disporre che l'ufficiale di anagrafe rilasci, su richiesta degli interessati, un attestato di "famiglia anagrafica" che riporti espressamente l'indicazione che è fondata su vincoli affettivi, ai sensi dell'articolo 4 e 33 comma 2 del Regolamento anagrafico recato dal D.P.R. 223/1989».

E infine «rendere possibile l'"annotazione" nel registro delle unioni civili, dei matrimoni same-sex contratti all'estero. Qui non ci sono prefetti o ministri di mezzo. C'è solo la volontà politica di fare un gesto di inclusività e vicinanza verso famiglie lo Stato trascura da decenni. Chiediamo che dalle parole di impegno sentite ieri, almeno su questo punto, si passi finalmente ai fatti».

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