Fidt-Carife e i cavilli europei «Spiegateci le perplessità»
Saranno anche «piccoli cavilli» come li ha definiti il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ma sono quanto mai pertinaci e per il momento le resistenze della Commissione Europea non consentono...
Saranno anche «piccoli cavilli» come li ha definiti il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ma sono quanto mai pertinaci e per il momento le resistenze della Commissione Europea non consentono al Fondo Interbancario (Fitd) di chiudere la pratica Carife, già ben istradata, e le pratiche di Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti, i cui iter non sono altrettanto ben definiti. Ma per ora sono tutte e quattro nello stesso calderone, che continua a ribollire col rischio che un pezzo del sistema creditizio italiano rimanga fortemente scottato. Ieri è stato il presidente dell’Abi (associazione bancaria italiana) Antonio Patuelli a pronunciarsi: «È bene che la Commissione Europea specifichi le sue perplessità, ci deve dire quali sono, così le affrontiamo per risolverle. Io sono per risolverle, sono contrarissimo a una perplessità statica». Questa la dichiarazione rilasciata da Patuelli a margine di un convegno organizzato dalla Fondazione Ugo La Malfa a Torino, a proposito dei “cavilli” con cui da Bruxelles si osteggia il piano di salvataggio che il Fitd ha messo a punto per le quattro banche commissariate.
Il “cavillo” è questo: per la Commissione Europea il Fitd al massimo può intervenire per tutelare i depositanti (i conti correnti sotto quota 100 mila euro), se fa di più - ad esempio sottoscrivere un aumento di capitale - questo intervento è assimilabile a un aiuto di stato, cosa che fino a ieri è stata praticata in lungo e in largo da Germania e Francia per salvare dal dissesto le loro grandi banche con fior di soldi pubblici ma che oggi non si può più fare nemmeno con i soldi del Fitd, che sono privati ma diventano “pubblici” se salvano le quattro piccole banche.
Il mondo di Carife confida ancora che con il definitivo recepimento della direttiva Ue sul bail-in le perplessità della Commissione Europea verranno meno. La prova del nove è vicinissima. Oggi il decreto legislativo che stabilisce le nuove regole di salvataggio delle banche in vigore dal 2016 torna sul tavolo del consiglio dei ministri confortato dai pareri favorevoli rilasciati da ultimo anche dalle commissioni Bilancio e Politiche Ue della Camera. Poi si vedrà la reazione di Bruxelles.
Marcello Pradarelli
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