Il presidente Mattarella in visita a Ferrara
Ecco cosa lega l'elezione del 12° capo dello Stato all'arrivo di venerdì nella nostra città
FERRARA. Quale fu la prima mostra di quadri inaugurata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella? La risposta esatta da dare in un futuribile Rischiatutto sarà la retrospettiva di Giorgio de Chirico ai Diamanti di Ferrara nel novembre 2015. Quella di oggi è la 35ª visita di Mattarella da quando è stato eletto al Quirinale il 31 gennaio di quest’anno. Quanto potrà valere l’aver imbroccato la risposta è pretendere troppo, la previsione rientra già nella sfera dell’imponderabile, dell’irrazionale che a sua volta sconfina nel campo della metafisica. E qui il cerchio si chiude. O si riapre. Metafisica, al pari di una tavola di de Chirico, fu la definizione di “metodo Mattarella” ideata per indicare la strada che aveva portato il Pd tutto intero a votare per il dodicesimo inquilino del Quirinale e che doveva inaugurare la nuova stagione dell’unità del partito a guida Renzi. Il miracolo non si è ripetuto, ha prevalso il Realismo, un universo lontanissimo dalla Metafisica.
Chissà come ci sarà rimasto male Dario Franceschini, che aveva letteralmente presentato il premier Renzi al candidabile Mattarella favorendo la reciproca conoscenza e la complicata soluzione del dopo-Napolitano già al quarto scrutinio. Non tutto si è perduto di quei momenti. Forse l’odierna visita del presidente della Repubblica nella città del ministro della Cultura (e suo grande elettore) Franceschini è il benefico riflesso dell’effimera stagione del “metodo Mattarella”.
La giornata ferrarese del presidente si condenserà in un paio d’ore, tra le 16 e le 18, anche se è probabile che Mattarella arrivi in città già prima delle quattro pomeridiane per trovare ristoro a Palazzo Giulio II d’Este, casa pro tempore del prefetto Michele Tortora. Da qui sortirà attorno alle 16 per raggiungere a piedi - saggiando le piacevoli disconnessioni del rossettiano acciottolato di corso Ercole d’Este - i Diamanti e con essi le perle di de Chirico, che cento anni dopo riflettono il passaggio dell’artista-soldato nella città estense che fa spesso da sfondo e da palcoscenico ai suoi quadri. Verso le 17 Mattarella lascerà i Diamanti per raggiungere, stavolta in auto, il Castello Estense, il cui cortile sarà il luogo dei discorsi di benvenuto al presidente, che dovrebbe a sua volta prendere la parola prima di salire ai piani nobili del Castello. Ridiscenderà alle 18, orario previsto per il rientro a Roma.
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