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Il paese torna in tv, diretta ieri sera per “Virus” su RaiDue

RENAZZO. La vicenda della violenta aggressione alle due donne renazzesi, e la morte di Cloe Govoni per le gravi lesioni, sarà affrontata, a misura di bambino, anche sui banchi di scuola. E mentre...

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RENAZZO. La vicenda della violenta aggressione alle due donne renazzesi, e la morte di Cloe Govoni per le gravi lesioni, sarà affrontata, a misura di bambino, anche sui banchi di scuola. E mentre Renazzo torna sotto i riflettori, ieri sera in diretta su RaiDue, con il programma 'Virus il contagio delle idee', condotto da Nicola Porro, il mondo della scuola pensa a come aiutare i bambini più grandi ad affrontare e a dare una chiave di lettura a quanto è accaduto in paese. A pensare al percorso, ancora tutto da scrivere, le insegnanti della primaria di Renazzo, pronte a confrontarsi con la dirigente scolastica Stefania Borgatti. «Già da alcuni giorni i bambini, soprattutto di 4ª e 5ª ne parlano in classe – riferisce un'insegnante – ma da quando è deceduta la signora Cloe, le domande si fanno ricorrenti e sempre più approfondite. Spesso in classe vengono riportati i discorsi forti ed estremi sentiti in famiglia, ma è nostro compito arginare e filtrare alcune di queste prese di posizione, per non scatenare proprio nei bambini quelle paure, l'odio e quel desiderio di rivalsa che a volte gli adulti esprimono, ma che spesso i bambini non hanno gli strumenti per capire e gestire a pieno». Già dalla prossima settimana, l'intenzione è quella di promuovere e definire un percorso allargato, tra la dirigente, i docenti e le insegnanti di religione, per affrontare a scuola il tema: «La rabbia è tanta – sottolinea l'insegnante renazzese - di fronte ad una violenza così inaudita». Un discorso delicato da affrontare a misura di bambino: «L'aggressione e la morte di Cloe verranno inseriti e riletti, in un più ampio contesto di valori che puntano a contrastare l'odio, la xenofobia e l'idea che la criminalità abbia colore o nazionalità. Un discorso mai tanto attuale, visto che nelle classi oggi è ampia la presenza di bambini stranieri». Sulla scia dei progetti didattici legati al giorno della memoria e al ricordo della Shoah, questo grave episodio diventerà così occasione per parlare e riflettere su «temi importanti come la giustizia, la sicurezza, il senso civico, l'integrazione e la convivenza multietnica, senza dimenticare l'importanza dello Stato e delle forze dell'ordine».

Beatrice Barberini

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