La chiusura, la rinascita Il futuro del Bolognesi
Il circolo Arci di piazzetta San Nicolò di nuovo in pista con un direttivo “rosa” Archiviata la “punizione” per spaccio, tornano musica, arte e aggregazione
Non è stato un mese facile, quello di chiusura obbligata, per il circolo Bolognesi. Giocoforza i concerti già programmati tra metà ottobre e l’inizio di novembre sono stati cancellati, «ma ora i gruppi – spiegano dal locale di piazzetta San Nicolò – li abbiamo richiamati e si dicono entusiasti di venire da noi, e altri ancora si sono proposti».
Il direttivo è nuovo e all’insegna del colore rosa: su sette, sei sono ragazze, molto giovani. «C’è grande entusiasmo e voglia di tornare, direi che dalle presenze dei primi appuntamenti siamo ripartiti molto bene. Puntiamo a fare di questo punto di aggregazione un luogo dove chiunque possa guardare una mostra, ascoltare un dibattito, godersi un concerto», racconta la neopresidente Caterina Montosi.
Le tessere si possono fare anche in via digitale tramite la piattaforma Hydra e le adesioni raccolte sono già un centinaio.
«Certo – ammette Simone Fresa, segretario e punto di continuità con le precedenti gestioni –, nel periodo di chiusura ci siamo sentiti come una barca in difficoltà nel mare aperto. Comunque abbiamo sentito la forte solidarietà di tante persone e la cosa ci ha dato più energia e forza. No, non ci sentiamo particolarmente sotto controllo dopo quello che è successo».
Lo spaccio di hashish all’interno delle mura, la condanna in tribunale dell’ex presidente. Ora però si guarda avanti, con spirito rinnovato. Le attività sono riprese e altre messe in cantiere per il futuro: i concerti live con protagonisti gruppi ferraresi, italiani e stranieri, i djset, gli aperitivi del mercoledì, i corsi di danza e di teatro. Le collaborazioni con le associazioni come Libera e Udi, oltre che con l’Università. Pieno sostegno al nuovo gruppo dirigente da parte dell’Arci provinciale: «Una ripartenza davvero in rosa – sostiene il presidente Paolo Marcolini -. Questo circolo è uno spazio cittadino che va assolutamente difeso, ce ne fossero di altri luoghi così capaci di promuovere il protagonismo giovanile».
Fabio Terminali
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