A “Virus” si parla di sicurezza e mezzi alle forze dell’ordine
RENAZZO. «Il dramma di Cloe Govoni, la sua morte dopo l'aggressione subìta assieme alla nuora, rappresentano un dolore e una sconfitta per tutti: istituzioni, forze dell'ordine e comunità. È ora di...
RENAZZO. «Il dramma di Cloe Govoni, la sua morte dopo l'aggressione subìta assieme alla nuora, rappresentano un dolore e una sconfitta per tutti: istituzioni, forze dell'ordine e comunità. È ora di investire sulla sicurezza».
Davanti alla casa di via Lunga 4, giovedì sera, il collegamento in diretta su RaiDue con 'Virus – Il Contagio delle idee'. La barbara aggressione dell'84enne Cloe Govoni, poi deceduta, e della nuora Maria Humeniuc, al centro del programma di approfondimento politico e di attualità condotto da Nicola Porro che ha ripercorso le tappe della terribile vicenda. E nel rivelare inquietanti dettagli relativi all'aggressione, come il ritrovamento delle impronte di uno dei due aggressori sul vestito di una delle donne, la decisione di dedicare la puntata della trasmissione. Un riflessione sulla necessità di garantire un diritto, la sicurezza e la difesa dei cittadini, soprattutto di quelli indifesi come Cloe e Maria, sopraffatte da due banditi mentre, una mattina come tante altre, vivevano serenamente nella loro casa. Tra paradossi e cortocircuiti normativi, quello chiesto a gran voce alle istituzioni e ai legislatori, è che si prendano la responsabilità di garantire la sicurezza e la maggior presenza delle forze dell'ordine, andando oltre al colore politico, e il riconoscimento della legittima difesa. Con l'inviata Francesca Parisella davanti alla casa dell'orrore, il collegamento e le testimonianze dal paese. In particolare, quella di Davide Curati, che abita in una via parallela, a 300 metri dalla casa dove è avvenuta la tragica aggressione: «I ladri a casa mia, tre volte in cinque anni. Non mi fido più a lasciare mia figlia a casa da sola. Non voglio rischiare venga sorpresa dai ladri». A rappresentare le forze dell'ordine, Graziano Chiericati del Sindacato Autonomo Polizia (Sap) di Ferrara: «Di fronte ad una delinquenza priva di ogni tipo di rispetto delle persone, facciamo il possibile. Abbiamo carenza di personale, agenti con in media 48 anni, mezzi vecchi».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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