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Nuovo mercato del venerdì, primi malumori

Piazza Travaglio, dove sono state spostate alcune bancarelle del mercato del venerdì
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Piazza Travaglio, dove sono state spostate alcune bancarelle del mercato del venerdì

Gli ambulanti spostati in piazza Travaglio protestano. Baglioni (Anva-Confesercenti): non so quale beneficio porti alla città questa soluzione

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FERRARA. Dopo anni di stallo e gli ultimi mesi contrassegnati dalle polemiche, il cambiamento è qui. Nel centro storico che dal 13 novembre cambia volto (e in alcuni casi umore) durante il mercato settimanale del venerdì. Il Listone, dove peraltro si stanno allestendo gli stand della Festa del Regalo, liberato dalle bancarelle e dai furgoni, così come piazza Duomo. Esteticamente tutto bene, però il prezzo lo pagano la trentina o poco più di ambulanti, su novanta, spostati altrove. In piazza Travaglio c’è grande malumore. «Sono le 10.30 e non ho ancora venduto niente – dice Massimo Volpi, di Mantova -. Sono in affitto e se non cambia niente massimo a fine anno abbandono, cambio città».


L’atmosfera tra i commercianti è quella di chi si sente deportato, sradicato dai clienti affezionati e abituati a vederli nel medesimo punto. «Veniamo trattati da animali, questa posizione fa pietà. Ma al sindaco evidentemente va bene così», allarga le braccia Elivio Scalabrini. La speranza è che la soluzione adottata possa essere rivista e su questo si associa anche il fioraio Leonardo Orlandi, che in piazza Travaglio è ambulante fisso, qui lavora tutti i giorni: «A me le bancarelle tolgono solo qualche posto auto, che faceva comodo. Certo, la cosa fondamentale è che se dai i permessi di lavorare in un posto, poi non dovresti cambiare improvvisamente».

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In Porta Reno c’è, come sempre, la posizione di Pier Carlo Baglioni, che è presidente di Anva-Confesercenti: «Non so quale beneficio possa avere la città con un cambiamento del genere. Gli ambulanti che ora sono in piazza Travaglio rischiano di perdere, di botto, il 30-40% degli incassi. Come associazione siamo stati messi spalle al muro. Quelli che hanno preannunciato il ricorso al Tar? Per ora so che hanno dato mandato a uno studio legale, che ne valuterà la fattibilità». Alcune bancarelle dal Listone si spostano pochi passi più a sud, sempre in piazza Trento Trieste ma lato Palazzo della Ragione. «Per me cambia poco – ammette Nicolò Castelli -, il problema è che il mercato è ora troppo spezzettato».


In piazza Savonarola, ancora arrabbiatura a mille. «Chi ha deciso così è un incompetente – sbotta Silvano Di Michele, al lavoro con Donata Drudi -. Qui si rischia di dimezzare gli incassi, spero ci si limiti al 20-30%. Il nostro investimento, quando andremo a vendere, viene pesantemente ridotto di valore. Mentre sul Listone continueranno le altre manifestazioni e l’amministrazione avrà nuovi spazi da affittare». «Con tutto quel che abbiamo speso – spiega dal canto suo Alessandra Fioravanti –, quello che era il nostro prepensionamento se ne è andato in fumo. Il mercato è sempre stato in centro, davvero questa cosa è incomprensibile». Per Rudy Galli, di Bologna, «la colpa è della Confesercenti che ha accettato delle misure senza alcun senso. Poteva essere trovato un’altra soluzione». Problemi di spazio in corso Porta Reno, per uno stand troppo vicino all’edicola.
 

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