«Ferrara non è terra di impunità»
Monito di Tagliani e i ringraziamenti di Marco a chi ha scoperto i killer del fratello
Abbraccia tutti, e tra i tanti chi è stato come una seconda famiglia, i poliziotti che indagavano sulla scomparsa del fratello Pier Luigi. E allora a fine messa ecco gli abbracci, intensi, tra Marco Tartari e il questore Sbordone, il dirigente della mobile Crucianelli e soprattutto i due ispettori che hanno scovato i tre assassini, Michele Rossini e Stefano Perelli. Con Marco Tartari c’erano anche i suoi compagni della De Martino-Spal (epoca ’57/’58/’59), a sostenerlo. E oltre i tanti ovviamente autorità amministrative e politiche (il consigliere regionale Zappaterra e il segretario Pd, Calvano). Ma sopra a tutti il sindaco Tagliani nella veste di primo cittadino, amico della famiglia e semplice cittadino. «Ho seguito la tragedia in questi ruoli con la vicinanza di tanti altri ferrarese». La sua città ha risposto, perchè è vero che vi sono stati 2 omicidi in 2 mesi, ma 5 assassini sono stati arrestati. «E così, e questo serve e servirà come dissuasione: se qualcuno punta all’impunità, Ferrara non è la città da scegliere».
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